mah….

 

Rapporto malato, la politica sotto la toga

di GABRIELE CANE’
lle 07:19

Se vogliamo farci una risata amara, rileggiamo l’articolo 104 della Costituzione. Se vogliamo essere molto, molto preoccupati per gli equilibri di questo Paese, possiamo fare altrettanto. Perché nulla ci appare più estraneo di quanto affermato: l’autonomia e l’indipendenza dell’ordine giudiziario, la sua imparzialità e terzietà. Intendiamoci: si parla sempre della punta di un iceberg la cui base opera quotidianamente e faticosamente secondo i dettami della Carta. Detto questo, è evidente che ci stiamo di nuovo aggrovigliando in uno scontro tra poteri, politica e magistratura, che proprio in base alla Costituzione, neppure dovrebbero conoscersi. Invece, si conoscono eccome, e non da oggi. Arcinoto. Poi, è ovvio che se ci documentano di incontri notturni tra big del Palazzo ed esponenti del Csm per decidere a chi affidare, e ancora di più a chi non affidare, alcuni incarichi delicatissimi; se succede questo, e chissà quante volte è successo, beh, non si può fare finta di niente. L’indecenza sconfina quasi nell’attentato alla Costituzione. Alcuni gelosi custodi della propria libertà, insomma, non solo fanno politica tra di loro dando vita a correnti che non si distinguono per approcci dottrinari, ma ideologici. Nel dubbio bussano anche alla porta del Palazzo per concordare strategie comuni. Agli ordini! Domanda: come mai nessun governo è mai riuscito a riformare la magistratura? Chissà? Poi, l’altra faccia della medaglia: i giudici che hanno un’idea politica e la esternano pure. Come ogni cittadino, ovvio. Capita, però, che loro si trovino a giudicare vicende su cui hanno espresso pubblicamente non un parere tecnico, ma una sorta di sentenza politica. Allora, non sappiamo se la pretesa di Salvini di ricusare le toghe pro migranti e anti zone rosse sia più o meno campata in aria. Se sia incauta provocazione, o legittima difesa dei propri atti. Quello che è certo, però, è che chi giudica può avere opinioni personali, ma quando da ‘terzo’ si mostra parte in causa, non è più un organo imparziale, ma un militante. Non sta nel 104. E non fa per niente ridere.

 

UN CANCRO ORMAI INESTIRPABILE ?

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