c’è vescovo e vescovo:

I vescovi africani contro quelli italiani, appello ai clandestini: «Non partite»

Mentre i vescovi italiani invitano ad accogliere i clandestini:

I vescovi africani sottoscrivono un documento rivolto ai giovani africani: «I nostri cuori soffrono nel vedervi su barche cariche nel Mediterraneo. Anziché inseguire false promesse, rendete prospera questa terra con il duro lavoro».

Il testo presenta le sottoscrizioni di ecclesiastici appartenenti a sedici Stati africani.

Monsignor Benjamin Ndiaye, arcivescovo della capitale del Senegal Dakar, ne ha parlato tempo fa: “Non abbiamo il diritto di lasciare che esistano canali di emigrazione illegale quando sappiamo benissimo come funzionano – ha detto – tutto questo deve finire”.

Insieme alla Nigeria, il Senegal è uno dei paesi africani da cui partono alla volta dell’Italia più emigranti clandestini. Secondo Monsignor Ndiaye tutte le autorità religiose devono fare la loro parte e devono collaborare affinchè i giovani si impegnino nello sviluppo dei rispettivi paesi: “è meglio restare poveri nel proprio paese – ha detto – piuttosto che finire torturati nel tentare l’avventura dell’emigrazione”. Infine Monsignor Ndiaye ha lanciato un appello a tutte le personalità autorevoli affinchè si impegnino in attività di sensibilizzazione per far capire ai giovani i pericoli dell’emigrazione clandestina. Lui stesso si è rivolto ai giovani: “cari ragazzi – ha detto – tocca a noi costruire il nostro paese, tocca a noi svilupparlo, nessuno lo farà al posto nostro”. Dillo a noi.

In Nigeria il primo a dare una visione realistica della situazione era stato il presidente Muhammadu Buhari:

E i nigeriani non hanno alcun bisogno di ‘fuggire in Libia’, visto che in Nigeria non ci sono guerre, a differenza dello Yemen. Però in Italia sono in testa alla classifica dei ‘profughi’, mentre dallo Yemen non arriva anima viva.

Ma anche i vescovi nigeriani dissero quello che Vox va dicendo da anni: “Il governo nigeriano – disse Monsignor Joseph Bagobiri, vescovo di Kafachan – dovrebbe far capire ai giovani che c’è più speranza di vita in Nigeria di quanta pensino di trovarne in Europa o altrove. Il paese ha ricchezze e risorse immense. I nigeriani non dovrebbero ridursi a mendicanti andandosene alla ricerca di una ricchezza illusoria all’estero”.

Spetta ai nigeriani sviluppare il loro paese, aveva aggiunto Monsignor Jilius Adelakan, vescovo di Oyo, evidenziando le responsabilità collettive: “Incominciamo a sviluppare il nostro paese in modo da renderlo un luogo in cui è desiderabile e piacevole vivere, facciamo in modo che siano gli stranieri a voler venire da noi”.

Ai tanti giovani che non vedono l’ora di andarsene Monsignor Bagobiri consigliò di non sprecare denaro per un viaggio rischioso, un progetto senza prospettive:se i nigeriani emigrati clandestinamente, invece di spendere così tanto per il viaggio, avessero investito quelle somme di denaro in maniera creativa in Nigeria, in attività economiche, adesso sarebbero degli imprenditori, dei datori di lavoro”.

State a casa.

 

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