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Il ministro Trenta si dà al ballo. I militari indignati: “Ci ridicolizza”

Danze e trenini a Lourdes, poi la tarantella nel Foggiano

Roma – Se la volontà di trasformare il 2 giugno nella «festa dell’inclusione» o l’istruttoria aperta per i fatti del 25 aprile a causa del generale dell’Aves, Paolo Riccò, che aveva lasciato la manifestazione per la festa della Liberazione dopo gli insulti dell’Anpi alle forze armate, erano apparsi come pugnalate alle spalle dei soldati italiani, il teatrino andato in scena nei giorni scorsi a Lourdes ha dato la conferma della politica della Difesa portata avanti dai Cinque Stelle.

«La Trenta ci ridicolizza», tuonano i militari dopo aver guardato il video in cui il ministro balla all’evento inaugurale del 61° pellegrinaggio militare internazionale nella città dell’apparizione mariana. Il tema era «Cerca la pace e perseguila» e la titolare del dicastero si è lanciata in danze seguite da veri e propri trenini fatti da uomini e donne delle forze armate in divisa. Uno spettacolo degno della più turistica esibizione croceristica. Performance che ha indignato anche la politica. «Il video del ministro che balla scatenata a Lourdes – ha riportato il candidato di FdI alle Europee, Caio Giulio Cesare Mussolini – aprendo le danze anche a un indegno trenino di allievi in uniforme, spero sia l’ultima indecente pagina del suo ministero». Mussolini chiede che «venga iniziato un procedimento a tutela del contegno del militare. Intervenga anche il Quirinale – prosegue – perché siamo dinanzi a un deliberato disegno di smilitarizzazione delle Forze armate da parte di questo governo». E anche le associazioni combattentistiche sono sul piede di guerra contro il ministro che, peraltro, ieri ha fatto il bis unendosi alla tarantella delle ballerine del Gargano a Cagnano Varano. Con una lettera inviata ad Assoarma, specificano: «In preda a una crescente irritazione si è sperato che fosse la solita fake news, ma col passare delle ore è apparsa la cruda realtà».

Sui balletti del ministro e sul premier Conte che si vanta di aver rinunciato all’acquisto di cinque fucili destinando la somma a una borsa di studio, dalle associazioni rispondono che il pensiero va ai soldati caduti: «Possiamo immaginare il loro sussulto nel sentire questo inqualificabile commento, offensivo nei confronti di tutti i nostri soldati e irriverente verso quelli caduti per l’Italia».

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