peccato che i beoti che li difendono non sappiano leggere :

 

Milano, i quartieri dei rom. Così “assaltano” i turisti

Lambrate, piazzale Cuoco, Cascina Gobba, via Novara e Maciachini: ecco le zone più frequentate dai nomadi

Quello a cui hanno dovuto assistere turisti e pendolari del Salone del Mobile nella giornata di giovedì è stato un vero e proprio assalto di borseggiatrici rom sulla linea rossa M1 diretta a Rho Fiera.

Un “bollettino” impressionante che pone seri interrogativi sul fatto che a Milano i reati siano in calo.

Il resoconto fornito da MilanoToday è più che eloquente: batterie da trenta borseggiatrici arrivate da Roma, dal campo rom di Baranzate, di Bollate e dalle case occupate di via Bolla e Lorenteggio.

I primi allarmi sono iniziati ad arrivare alla centrale operativa intorno alle ore 8, per poi susseguirsi nell’arco della mattinata; le segnalazioni riferivano sempre le stesse dinamiche, una quarantina o cinquantina di nomadi sulle banchine, alcune di loro in stato di gravidanza, in attesa di “prede” da borseggiare.

Interessanti le dinamiche della rapina subita da una turista cinese, salita sulla metropolitana assieme ad alcuni amici: la donna è stata avvicinata da tre nomadi (una 16 enne, una 19enne e una 31enne, queste ultime due in stato di gravidanza) che hanno iniziato a spingerla e nel frattempo una della banda le ha sfilato dalla borsa il portafoglio con dentro mille euro. Gli agenti accorsi sono riusciti a fermare subito la 16enne mentre le altre due sono state bloccate sull’altra banchina. Numerose le borseggiatrici trovare senza documenti e portate in Questura, tredici di queste incinte.

Un vero e proprio “esodo” verso un evento, il Salone del Mobile, ritenuto dalle ladre una miniera d’oro e non a caso sono arrivate persino da Roma e Torino, oltre che dai dintorni di Milano. Emerge così per l’ennesima volta il problema dei campi e degli edifici occupati abusivamente dai rom che si spostano poi in città per derubare chiunque capiti loro a tiro. La presenza di tali borseggiatrici sulle linee della metropolitana milanese è infatti ben nota e costante ma si intensifica durante importanti eventi ospitati nel capoluogo lombardo.

Lo scorso 30 marzo Il Giornale aveva pubblicato un servizio fatto dal consigliere regionale Silvia Sardone proprio a Baranzate, in via Grassi 93, un vero e proprio perimetro dell’illegalità.

La Sardone spiegava: “I nomadi mi hanno espressamente detto che non hanno la minima intenzione di andare a lavorare, preferendo vivere qui, in mezzo a topi e rifiuti”.

Bivacchi di nomadi sono poi stati segnalati anche in altre zone della città, come Lambrate, piazzale Cuoco, Cascina Gobba, via Novara e Maciachini.

Un problema serio che va risolto, perché il proliferare di aree di illegalità e degrado di quel genere non fanno altro che alimentare quel meccanismo delinquenziale che i cittadini sono costretti a subire quotidianamente. Dunque più che inseguire le ladre in azione, sarebbe forse più efficace intervenire su queste “oasi” del degrado. Tutto ciò non è certo un bel biglietto da visita per Milano.

 

NOMADI UN CAZZO !

SONO ZINGARI STANZIALI CHE VIVONO D’ILLEGALITA’ NELL’ILLEGALITA’ CON IL BENESTARE DI POLITICI E BEOTI CHE LI MANTENGONO A SPESE DI CHI LAVORA.

BASTEREBBE INDAGARE SUI LORO PROVENTI, SU COME FANNO A VIVERE…MA SI SA…. LA GIUSTIZIA E’ CIECA.

IL POPOLUME BEOTA S’OSTINA A DIFENDERLI :”POVERA MINORANZA” LI DEFINISCONO : IL INVECE DA SEMPRE DICO CHE SONO PARASSITI INFESTANTI DANNOSISSIMI INADATTI AL VIVERE CIVILE IN QUANTO ORGOGLIOSI DI NON LAVORARE !!

FUORI DAI MARONI TUTTI E BASTA MANTENERLI !!!

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