maremmastramaialaporca:

Conte ammette la recessione: “Mi aspetto contrazione del Pil”
 
Dopo le affermazioni dell’Ufficio parlamentare di bilancio, il premier ha confermato le anticipazioni dei dati Istat per il quarto periodo che indicano che sarà recessione tecnica. Tria dice di non drammatizzare, insorge Forza Italia
Agostino Corneli – Mer, 30/01/2019 – 21:25
 
Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte non sembra avere dubbi: lo spettro della recessione c’è.
 

HA FINITO DI RIDERE IL BIBITARO ?

TAGLIATE LE SCORTE
TAGLIATE I VS BENEFIT
TAGLIATE LE OFFERTE AGLI AMICI DI MERENDE
TAGLIATE LE SOVVENZIONI A GIORNALI ED ANPI
ABOLITE IL REDDITO DEL FANCAZZISTA

COMINCIARE DALLA SANITA’ SIGNIFICA ESSERE PROPRIO DEI XXXXXXXX !!!

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merdaio’s news:

Primo sbarco ong da quando Salvini ministro, ma lui esulta: “Missione compiuta”

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Il caso Sea Watch 3 finisce con la vittoria dell’Ong.

Ma Salvini esulta: “Missione compiuta! – ha dichiarato – Ancora una volta, grazie all’impegno del governo italiano e alla determinazione del Viminale, l’Europa è stata costretta a intervenire e ad assumersi delle responsabilità. Sei Paesi hanno accettato di accogliere gli immigrati a bordo della Sea Watch 3, coordinandosi con la Commissione europea: si tratta di Francia, Portogallo, Germania, Malta, Lussemburgo e Romania”. Sette con l’Italia, a quanto ha detto Conte, il che cozza con “da noi non sbarcano, porti chiusi”.“Auspichiamo inoltre che, in base alla documentazione racconta, venga aperta un’indagine per fare chiarezza sul comportamento della Ong. L’obiettivo è stato anche in questo caso trovare una soluzione che possa conciliare la sicurezza delle persone in mare con quella di un Paese, l’Italia, che non è più disposto a essere il rifugio di tutti i clandestini d’Europa”.

E’ la prima nave di una Ong che sbarca in Italia da quando Salvini è ministro dell’Interno. La prima nave respinta fu l’Aquarius, che riparò in Spagna. La Sea Watch ha mostrato che utilizzando il maltempo, è possibile riaprire i porti italiani.

E così il traffico si riapre. Avrete notato che l’Olanda, Stato di bandiera della nave, non si prende nemmeno un clandestino.

 

MISSIONE COMPIUTA UN CAZZO !!!

RESTERANNO QUI MORE SOLITO TUTTI

E….

E’ STATA APERTA LA VIA AI PORTI PER TUTTI CON ORGASMI DEI SINISTRATI MENTALI, SCHIAVISTI, NONORANGHI E BOLDRINOWE !

SE LA MISSIONE ERA QUELLA DI FARE L’ENNESIMA FIGURA EMMERDE….

SI’ COMPIUTA !

 

bestiale:

Furti in casa: è questa la vera “emergenza” per l’Emilia-Romagna, ma preoccupano molto anche i reati sessuali che sono aumentati. E’ quanto emerge dalla relazione del procuratore generale Ignazio De Francisci per l’inaugurazione dell’anno giudiziario nel distretto di Bologna.
Prostituzione minorile e pornografia minorile, ha detto il pg, aumentano del 38,9% e del 62% e “aumenti ragguardevoli si registrano nelle violenze sessuali e nello stalking, quest’ultimo con cifre veramente preoccupanti”. In forte crescita criminalità digitale e un vero boom (+102,5%) nei furti in abitazione, appunto: “Siamo di fronte a una vera emergenza sociale, infatti ci sono state 47 iscrizioni al giorno contro ignoti”, per questo reato.
Un altro tema è la vendita di stupefacenti, materia che costituisce il 18% delle iscrizioni contro noti: “Evidentemente – ha commentato – c’è richiesta costante di droga e non si tratta solo di quella c.d. leggera; bisogna chiedersi che società è quella che necessita della cocaina per vivere”.
Per quanto riguarda i reati commessi da minori, De Francisci ha ricordato, dalla metà dello scorso anno, due procedimenti per omicidio e 111 violenze sessuali, tra le quali quelle di agosto 2017 a Rimini. Il 2019, inoltre, è iniziato con un 14enne che ha pugnalato a morte il padre, in una lotta apparentemente scherzosa. Rilevanti le rapine (163) e il +14% dei reati di pornografia minorile.
«Alcune condotte – ha detto il pg – sono talmente inspiegabili e pericolose da far pensare ad una diffusa criticità, per i giovani, nel distinguere tra il mondo reale e il mondo virtuale. Se guardiamo ai minori che delinquono in Emilia Romagna si prospetta per questa Regione un futuro assai preoccupante».
Colonna, invece nella sua relazione ha sottolineato come i processi definiti con sentenza di non doversi procedere per prescrizione in Appello sono stati lo scorso anno 1.698, con un incremento del 6,4%. Pari al 27% dei fascicoli definiti. Una vera «ecatombe», l’ha definita il presidente della Corte di Bologna. Prima e dopo la cerimonia nell’aula Bachelet è stato distribuito un foglio, firmato da 60 magistrati emiliano-romagnoli, in cui vengono riportate le parole di don Luigi Ciotti («Dobbiamo insorgere quando vengono violati i più elementari diritti umani») e una poesia che parla di migranti e di un naufragio («Mamma perché nessuno ci viene ad aiutare?»).
Un testo da cui emerge una critica alle politiche del governo, ma che secondo il giudice forlivese Carlo Sorgi, presidente di sezione del Tribunale del Lavoro di Bologna e segretario regionale di Magistratura democratica, vuole solo «sensibilizzare su un tema in questo momento fondamentale, la tutela e la salvaguardia della vita umana».
ROMAGNA UNO

PAGHIAMO 600 SCORTE INUTILI A PSEUDO POLITICI E PSEUDO  XXXX CHE DOVREBBERO PAGARSELA DA SOLI OPPURE CAMBIAR MESTIERE E VIVIAMO NELLA PAURA BLINDATI A CAUSA DELLA DELINQUENZA IMPORTATA DAGLI ACCOGLIONI CHE VIVONO IN VILLE BLINDATE AL SICURO…

UN VAFFANCULO STEREO E CHE VI POSSA VENIRE LA DIARREA FULMINANTE !!

 

godimenti:

Profugo sieropositivo infetta 300 attiviste anti-razziste: “Le mie cavie bianche”

Simon Moleke Njie, Mol nacque a Buéa, in Camerun, nel 1973. Nel 1999, affermando di essere vittima di persecuzioni per la sua militanza politica e l’attivismo giornalistico a sostegno dei diritti umani, chiese asilo politico alla Polonia, che glielo concesse l’anno successivo. Mol si trasferì dunque a Varsavia, dove da subito divenne un astro nascente, riconosciuto e benvoluto, nei circoli della sinistra polacca. Assunto come giornalista per il periodico anglofono The Warsaw Voice, Mol si dedicò con particolare passione allo scottante tema del razzismo, nel suo nuovo Paese, guadagnandosi la stima di Amnesty International e venendo perfino insignito, nel 2003, del prestigioso premio come “anti-fascista dell’anno”. Nel 2005 organizzò una conferenza di protesta contro un articolo apparso in un giornale polacco che attribuiva una parziale responsabilità nel diffondersi dell’Aids in Africa al mancato utilizzo del preservativo da parte degli uomini africani, che in questa maniera contagiavano anche le proprie mogli: Adam Lesvczynski, autore del pezzo sotto accusa, venne criticato da Mol, che lo definì razzista e discriminatore.

Solo un anno dopo, nel 2006, cominciarono i pettegolezzi, e infine le conferme certe, di donne più o meno conosciute sulla scena progressista polacca che sostenevano di aver contratto il virus dell’Hiv dopo aver fatto sesso non protetto proprio con Simon Mol. Il giornalista rispose denunciando una macchinazione contro di lui, intrisa di pregiudizio nei confronti dei neri: “Tacciarti di essere sieropositivo è l’ultima arma che il tuo nemico può usare contro di te, se sei africano”. La polizia polacca rifiutò a lungo di indagare in merito, per timore delle ripercussioni dovute alle connessioni politiche di Mol, ma il numero delle denunce contro il giornalista camerunense continuò ad aumentare, e le testimonianze si fecero più scabrose: a una ragazza che gli aveva chiesto di indossare il profilattico prima di un rapporto sessuale aveva risposto che si trattava di una richiesta razzista, che implicava che tutti i neri fossero automaticamente portatori di Hiv. Ad altre aveva raccontato che il suo sperma aveva poteri magici e non poteva essere sprecato.

Nel 2007 venne finalmente arrestato con l’accusa di aver deliberatamente infettato con l’Hiv, che gli era stato diagnosticato ben otto anni prima, le proprie partner sessuali. A conti fatti, Simon Mol fece sesso non protetto con oltre 300 polacche, infettandone più di 40 con la sindrome dell’immunodeficienza acquisita. Molte tra queste erano attiviste antifasciste e antirazziste, alcune contrassero il virus da Simon durante la sua visita a Gdansk nel 2006, dove organizzava il festival antirazzista “Musica contro l’intolleranza e la violenza”. Parecchie vittime di Mol erano assidue frequentatrici del “Salone di Varsavia”, un circolo artistico e liberale molto conosciuto. Nei suoi scritti, per i quali venne anche premiato, Mol descrisse queste donne come “topi bianchi”, come cavie: “Donne sensibili e adoranti che credevano di fare il proprio giusto dovere attraverso il politicamente corretto e cioè soprattutto aiutando i poveri rifugiati”. Simon Mol morì in conseguenza della malattia, il 10 ottobre 2008.

Il migrante è per una minoranza fanatica il nuovo idolo da adorare e, al tempo stesso, l’altare su cui espiare le proprie colpe offrendosi in sacrificio. Per questo l’accoglienza è, prima di tutto, una patologia mentale.

 

marasmi mentali:

 

Anno giudiziario 2019, migranti. 60 magistrati firmano una lettera per l’accoglienza

La protesta: “Messaggio di umanità, non di parte”

 

FANNO FINTA DI NON CAPIRE OPPURE……

UN APPELLO PUBBLICO E’ POLITICO LO CAPISCONO ANCHE LE VONGOLE
INOLTRE DOVE SONO I QUASI 10.000 MINORI ARRIVATI E “SPARITI” ?
PERCHE’ AI CLANDESTINI CHE DELINQUONO SI PERDONA SEMPRE TUTTO ?
E’ RAZZISMO AL CONTRARIO SE LA LEGGE NON E’ APPLICATA EQUAMENTE PER TUTTI ..
LO SANNO LORSIGNORI CHE IL 95% SONO CLANDESTINI PURISSIMI E NON PROFUGHI ?
CONOSCONO LA DIFFERENZA TRA CLANDESTINO, PROFUGO, MIGRANTE ?
QUANTI NE HANNO A CASA LORO ?

FARLI ARRIVARE E MOLLARLI PER STRADA E’ “UMANITA’ “?

piu’ imbecilli di cosi’ è impossibile:

Non soltanto rom e clochard Il reddito andrà anche ai ladri

Furto e rapina non rientrano tra le cause di decadenza. Le sole restrizioni si applicano alle false dichiarazioni

Per ottenere il reddito di cittadinanza non si dovrà lavorare in nero ma per continuare a riceverlo si può tranquillamente rapinare.

 

sevirebbe il DDT :

Vittorio Feltri: “Matteo Salvini e una sconcia manovra di palazzo. Ma il processo sui migranti lo farà volare”

25 Gennaio 2019

Vittorio Feltri: "Matteo Salvini e una sconcia manovra di palazzo. Ma il processo sui migranti lo farà volare"

Praticamente assolto dalla giustizia ordinaria per la questione della nave Diciotti, che tutti immagino ricorderanno, adesso Salvini deve subire l’ assalto, la persecuzione, del Tribunale dei ministri che, invece, lo vuole processare, accusandolo di aver chiuso i porti ai migranti.
Non sappiamo come andrà a finire il procedimento, speriamo bene per lui. Ma qualora egli venisse condannato – pretestuosamente – siamo sicuri che ne risulterebbe avvantaggiato. Infatti il vicepremier in sei mesi di governo ha guadagnato una valanga di consensi proprio grazie alla sua politica intransigente in materia di immigrazione. Aveva promesso di combatterla in campagna elettorale ed è stato di parola: si è dato da fare con fermezza allo scopo di respingere l’ invasione degli stranieri.
Ovviamente i cittadini gli hanno riconosciuto il merito di non averli ingannati e nei sondaggi la Lega è cresciuta a dismisura, passando dal 17 per cento ricavato dalle urne nel marzo scorso, a oltre il 30. I suoi avversari politici temono che Matteo alle europee di maggio non solo sovrasti i grillini, ma faccia incetta di voti al punto di diventare il partito dominante sullo scacchiere nazionale. Essi pertanto si stanno impegnando al massimo per mettergli il bastone tra le ruote e farlo andare fuori strada. Ricorrono addirittura alla farsa che verrà inscenata dal Tribunale dei ministri allo scopo di incastrarlo, mostrandolo poi alla opinione pubblica come un individuo che ha agito scorrettamente, violando la legge, per impedire gli sbarchi. Non si rendono conto, da fessi quali sono, che andare a occhi chiusi addosso a Salvini significa elevarlo all’ altare, promuovendolo martire degno di santificazione.
Siamo di fronte all’ ennesima scemenza commessa nell’ intento di bloccare surrettiziamente l’ ascesa irresistibile di un leader capace di mantenere fede alle promesse programmatiche. Che l’ iniziativa per azzoppare Salvini sia in tutta evidenza una manovra di Palazzo delle più sconce è assodato. Non ci resta che attendere onde capire con quali artifizi egli potrà essere colpito. Comunque, anche se punito, sarà il vincitore della battaglia più indegna compiuta dalle istituzioni.

di Vittorio Feltri

 

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