lo dissi…..

Vittorio Feltri: “Questa manovra è una boiata. Ora godiamoci il disastro”

Vittorio Feltri: "Questa manovra è una boiata. Ora godiamoci il disastro"

Festeggiare l’aumento del debito pubblico in un paese schiacciato dal passivo diverte solo Pulcinella e i suoi epigoni. Infatti Di Maio esulta. È contento perché il governo si è impegnato a versare a chi non lavora il reddito di cittadinanza, cosicché gli elettori numerosi che hanno votato Cinque Stelle, proprio per incassare denaro dallo Stato evitando di fare alcunché, saranno soddisfatti. Oltre a percepire soldi in nero, ne percepiranno anche grazie alla carità pubblica. Peccato che a pagare il conto saremo noi cittadini, già martoriati dalle tasse.

Non faremo salti di gioia. Il ministro Tria era contrario alla beneficenza e ostacolava la manovra pietosa, tuttavia a un certo punto ha mollato i freni ed è stato sconfitto da Giggino. Una figuraccia. La demagogia ha vinto sul buon senso finanziario. Succede nelle peggiori famiglie. Ormai l’Italia è guidata da un ominicchio napoletano giunto al vertice del dicastero del Lavoro senza aver sgobbato in vita sua. Dobbiamo rassegnarci ai suoi capricci poiché il signorino, piaccia o no, ha ottenuto i suffragi per menare il torrone. È seccante constatare che Salvini, che ha un’altra caratura rispetto al socio, sia costretto ad abbozzare per banali motivi di sopravvivenza.

 

O mangiava la minestra o saltava dalla finestra.
Nei suoi panni avremmo optato per il tuffo in strada piuttosto che appiattirci sul collega maldestro. Trump invece che elargire dollari ai poltroni, ha abbassato le tasse e la economia americana è decollata. Noi con la complicità dei nordisti abbiamo deciso di foraggiare chi si gratta il ventre e ciò non contribuisce a combattere la miseria, bensì ci rende tutti più poveri. Bell’affare.

Non capiamo come mai il milanese Matteo abbia accettato di buon grado di piegarsi a una boiata simile. La Borsa, che non sarà un indicatore definitivo, ha reagito male: è andata giù. Vedremo che fine farà lo spread.

Intanto godiamoci il disastro. E aspettiamo il peggio, sempre dietro l’angolo. Dai pentastellati non ci attendevamo che pasticci, ma dalla Lega avremmo voluto un atteggiamento più responsabile, viste le condizioni in cui trovasi il bilancio nazionale.

Non conviene fasciarsi la testa prima di rompersela, però era il caso di proteggersela con il casco. Tra alcuni giorni verificheremo i guai prodotti dal governo. Prepariamoci a leccarci le ferite.

di Vittorio Feltri

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LEMMING:

 
i lemming si suicidano in massa, il beopopolo italico li imita allegramente:
 
ha votato gli insetti con la carota del reddito del fancazzismo e cazzate astrali come la rapina delle pensioni d’oro (pagate col sudore da chi ha lavorato !)
 
Ergo : ladri, cazzari incapaci (essendo in gran parte analfabeti altro non potevano fare) che cavalcano le pulsioni piu’ basse di chi “parassita” nella società con malevola invidia di chi ha piu’ di loro invece di sgobbare.
 
Come i lemming ci siamo buttati nel fiume per morire tutti : mercati e borse lo dimostrano in modo matematico, quella matematica che gli insetti non conoscono perche’ non sono mai stati a scuola nè al lavoro !
 

Buon suicidio pilotato a tutti !!

 

L’IMBECILLITA’ COME VIRTU’: cestino-e-bidone-immagine-animata-0014

 
La follia dei grillini: balli e canti davanti alla Camera per il debito triplicato
 
AUMENTANO ANCORA LUCE E GAS , LE AZIENDE CONTINUANO L’ESODO, NON SI CREANO POSTI DI LAVORO , NON SI RISPARMIA NE’ SI RIDUCE IL DEBITO PUBBLICO MA SI BUTTANO DENARI (ALTRUI) NEL CESSO DEL REDDITO DI CITTADINANZA CHE E’ IMMONDO, ASSURDO ED AMORALE e…..
I COGLIONI FESTEGGIANO !!!
cestino-dei-rifiuti-immagine-animata-0005
 

MAI GOVERNO PIU’ INCAPACE, ASSURDO E FOLLE CI FU NELLA STORIA ITALICA , I RISULTATI A BREVE !!!!

 
riuscire a far rimpiangere i govervi abusivi precedenti è un bel record…..

 

l portavoce di Conte

Vittorio Feltri contro Casalino: “I deliri di un passacarte, è una follia prenderlo sul serio”

Vittorio Feltri contro Casalino: "I deliri di un passacarte, è una follia prenderlo sul serio"

Rocco Casalino ha acquisito negli ultimi giorni una enorme notorietà pur essendo un signor nessuno. Egli ricopre soltanto il ruolo, non istituzionale, di portavoce del Presidente del Consiglio. Eppure gli è bastato dare delle merde (sic) al ministro Tria e ai suoi collaboratori per assurgere a personaggio di primo piano.
Noi giornalisti siamo responsabili di simile supervalutazione di un tipo che in realtà è poco più di un impiegato, per quanto ben retribuito. Le sue parole velenose, affidate a un cronista amico e inopportunamente divulgate, hanno suscitato uno scalpore sproporzionato rispetto alla personalità minima di chi le ha pronunciate. Ricordo che Casalino salì alla ribalta del gossip allorché, parecchi anni orsono, partecipò a uno dei programmi più insulsi della televisione: Il Grande Fratello. Che essendo scemo è ancora in vita.

Altre opere di Rocco non risultano, eccetto il fatto che egli si sia aggrappato al ricco carro dei pentastellati, di cui è divenuto un addetto alla comunicazione.

Non è un deputato né un senatore, bensì semplicemente un passacarte. Non si capisce perché mai, se spara quattro minchiate, debba essere preso sul serio come se avesse aperto bocca la Madonna. È un chiacchierone che dovrebbe riportare solo le esternazioni di Conte, cioè il premier, mentre il suo personale pensiero politico è del tutto ininfluente. Ciononostante i fessi del Palazzo, udite le frasi triviali di Rocco, le hanno interpretate quali minacce alla stabilità dell’ esecutivo. Una baggianata così era inedita. La stessa stampa ci ha montato un caso quasi si trattasse di un incidente diplomatico, viceversa è solamente una boiata pazzesca ingigantita per motivi misteriosi. Forse qualcuno ha scambiato il portavoce per un padreterno quando, invece, non è padre e non sarà nemmeno eterno, ci auguriamo.

di Vittorio Feltri

Legittima difesa, la Lega spinge. Ma i Cinque Stelle: “Invotabile”

I grillini contrari al ddl promosso dal Carroccio: “Sarebbe il Far West”. Il rebus del testo: già presentate otto proposte

Dopo aver minacciato sconquassi, ieri i Cinque Stelle hanno dovuto ingoiare senza rimostranze i decreti su immigrazione e sicurezza, bandierine piantate da Matteo Salvini.

 

 

SCHIFOSI INSETTI SINISTRI CAMMUFFATI CHE VIVONO CON SCORTA ED  IN POSTI SICURI….

GLI ALTRI….

CHE CREPINO PURE !!

E CHE MERDA SIA !!!

Inps non paga la pensione dopo 40 anni di contributi, commerciante disperato
L’uomo, un 59enne di Porto Sant’Elpidio, si è incatenato nella sede dell’ente. L’appello ai politici: “Io e la mia famiglia non riusciamo più a vivere”

di FABIO CASTORI

Fermo, 19 settembre 2018 – “La mia azienda è stata colpita dalla crisi e non produce più reddito, mia moglie è inabile al lavoro per invalidità, mio figlio, che alla maturità ha preso il massimo dei voti, non si può permettere l’università e il mio appartamento è ipotecato. In questo contesto, dopo che ho maturato 40 anni di contributi Inps, non mi vogliono pagare la pensione perché, a seguito delle difficoltà economiche, non sono riuscito a versare una somma che spetterebbe all’ente. Così ci siamo ritrovati poveri e a volte non abbiamo neanche da mangiare”.

E’ la drammatica storia di Agostino Stortoni, un 59enne di Porto Sant’Elpidio che questa mattina si è incatenato davanti alla sede Inps di Fermo, per lanciare un segnale forte ai politici, al Comune e a chi lo ha fatto scivolare in una situazione di indigenza insieme alla sua famiglia. Stortoni dopo una vita di lavoro iniziata da ragazzo nel settore del commercio auto e autoricambi, ora si vede negare dall’Inps il frutto di tanti anni di fatica.
“Non volevo certo giungere fino a questo punto – spiega Stortoni – ma ormai sono disperato perché sono entrato in un circolo vizioso dove nessuno mi aiuta e l’Inps mi nega la pensione. Cosa dovevo altrimenti fare per farmi sentire? Oggi mi sono incatenato materialmente, ma i realtà lo sono da tempo sotto tutti i punti di vista: quello economico, quello familiare e quello sociale”.

Le sventure di Stortoni iniziano quando, dopo 30 anni di lavoro per una ditta, decide di mettersi in proprio, aprendo nel 2011 una rivendita di pezzi di ricambio. I primi due anni vanno a gonfie vele, poi però la crisi si fa sentire. I clienti iniziano a pagare meno, qualcuno con assegni scoperti o con cambiali mai saldate, e l’azienda risente dei primi effetti negativi. Il colpo di grazia arriva con una serie di furti di attrezzature e del furgone della ditta. I conti colano a picco e l’azienda comincia a non produrre reddito. Stortoni va in difficoltà e non riesce a pagare tutti contributi Inps, accumulando un debito di 13mila euro circa. Nonostante nel frattempo abbia maturato i 40 anni di contributi, un cavillo legale non gli permette di incassare la pensione maturata, ovvero 1780 euro nette.
“Sono arrivato al punto che se non pago quei 13mila euro – continua Stortoni – non potrò avere la mia pensione. Però le banche e le finanziarie non mi fanno credito ed io non ho quei soldi. Ho chiesto aiuto al sindaco perché intervenisse con l’Inps, ma fino ad ora solo promesse. Ho anche chiesto all’Inps un piano di ammortamento per permettere loro di ottenere quei soldi, trattenendo una rata mensile dalla mia pensione: niente da fare. Alla fine ecco cosa succede: loro si tengono i tutti i soldi versati in 37 anni di onesto lavoro e la mia famiglia scivola inesorabilmente sotto la soglia di povertà”.

MILIONI DI EURO GETTATI A GENTE CHE NON HA MAI FATTO UN CAZZO E CHE ORA VIVE IN ALBERGO….A SPESE MIE

MIIONI DI EURO GETTATI IN PENSIONI A FANCAZZISTI CHE NON HANNO MAI LAVORATO

MILIONI DI EURO GETTATI IN SOVVENZIONI DEL CAZZO

MILIONI DI EURO GETTATI IN SCORTE ASSURDE

E….

L’INPS NON SI PUO’ PERMETTERE DI TRATTENERE A RATE IL DOVUTO ??

ERGO: RAPINA GLI ALTRI CONTRIBUTI REGOLARMENTE VERSATI !!

SCHIFOSI & DISABILI :

Alitalia: “Niente prima fila, c’è un disabile”. Ma i posti sono per la Boldrini e il suo staff

Un imprenditore piemontese viene spostato nonostante avesse pagato l’extra. Tutte le poltrone occupate dall’ex presidente della Camera (che vola gratis)
Paolo Bracalini –

Aeroporto di Fiumicino, domenica scorsa, tardo pomeriggio. Duilio Paolino, imprenditore piemontese presidente della Cosmo Srl e già vicepresidente di Confindustria Cuneo, si presenta al check-in del volo 1391 Alitalia da Roma a Genova.

Oltre al biglietto, ha la prenotazione di un posto nella prima fila dell’aereo, pagato come extra. Al bancone però l’addetto informa Paolino che non potrà accomodarsi nel posto prescelto, bensì 19 file più indietro, al 20 C. Il motivo però è di quelli per cui nessuno protesterebbe mai: «A bordo c’è una persona con handicap, dobbiamo farla sedere nella prima fila». L’imprenditore accetta senza obiezioni il cambio di posto, anche senza il minimo accenno di rimborso da parte degli addetti al check-in, ma si tratta di un piccolo sacrificio, che sarà mai di fronte ai problemi di un disabile in viaggio? Peccato però che una volta salito a bordo, diretto verso il nuovo posto 20 C, Paolino trovi in prima fila, nel posto che aveva prenotato lui, non un disabile, ma Laura Boldrini, ex presidente della Camera e ora deputata di Leu. Con lei, occupando tutta la prima fila, l’imprenditore nota una serie di accompagnatori che identifica come il fidanzato, lo staff e quelle che gli sembrano delle guardie del corpo. A quel punto l’imprenditore chiama lo steward e chiede spiegazioni, che non arrivano. Quindi, rientrato a casa, scrive ad Alitalia per lamentare la scorrettezza subita. Spiega l’accaduto («Con grande stupore e arrabbiatura salendo a bordo constato che il mio posto era stato assegnato ad un politico e ai suoi accompagnatori») e lamenta il trattamento da parte di Alitalia «che di fronte a clienti come il sottoscritto – scrive nella lettera – che paga regolarmente il biglietto ed è in viaggio per lavoro, usa questi sistemi per persone che, come ho fatto io, potrebbero sedersi nei posti dove si siedono tutti, visto anche che non pagano» (i parlamentari viaggiano gratis su aerei e treni, ndr).

Concludendo amaramente: «Magari per cominciare a girare quel film Ritorno alla normalità». La compagnia ha poi risposto alla lamentela, scusandosi per l’episodio, impegnandosi ad indagare e a rimborsare l’importo del biglietto. Senza però spiegare cosa sia successo. Perché un passeggero pagante, e probabilmente un’intera fila di passeggeri, viene fatta spostare (adducendo una scusa, peraltro) per far posto all’onorevole Laura Boldrini e al suo seguito personale? È forse un privilegio che spetta agli ex presidenti della Camera, quello di poter disporre a piacimento delle file di poltrone negli aerei Alitalia? Paolino si dà una risposta diversa: «Guardi, so come funziona – racconta al telefono -. La segreteria dell’onorevole chiama l’ufficio della Camera preposto per le prenotazioni aeree dei parlamentari, prendono i posti che vogliono anche se sono occupati e fanno spostare la gente. Dico solo una cosa: sarebbe ora che la Boldrini e gli altri iniziassero a viaggiare anche loro nei sedili di dietro, magari capirebbero di più il Paese». La Boldrini era diretta in Liguria per una delle sue tante battaglie per un mondo più giusto e i diritti delle donne, stavolta al Tribunale di Savona, contro un sindaco leghista che l’aveva offesa con un post su Facebook (si era augurato che agli stupratori africani di Rimini fossero dati domiciliari a casa della Boldrini). «Ho voluto essere presente per stigmatizzare questo modo di fare politica. È fondamentale che una donna offesa possa chiedere giustizia». Un impegno quindi della massima priorità per la democrazia. Far sloggiare perciò i passeggeri delle prime file sul volo, era il minimo.

PIU’ CHE GIUSTO…..
PIU’ DISABILE CHI C’E’ ????

SEMPRE PIU’ GIU’ :

 
Reggio Emilia, ladro seriale ma ha l’epatite. Il giudice: “Non può essere espulso”
 
La dura replica del ministro Matteo Salvini che su Twitter attacca il giudice: “E la chiamano giustizia…”
di DANIELE PETRONE
 
Reggio Emilia, 16 settembre 2018 – «Non può essere espulso perché deve curarsi. Il diritto alla salute viene prima di tutto». Una sentenza che farà discutere, in un senso e nell’altro, quella del giudice di pace di Reggio, Silvia Tanzi. E che potrebbe essere un precedente storico e anche politico.
 
Una decisione che straccia il decreto di espulsione firmato da questura e prefettura nei confronti di un georgiano di 35 anni, clandestino, che si è reso colpevole di alcuni crimini; ma avendo seri problemi di salute potrà essere rimpatriato solo quando sarà guarito.
 
L’uomo ha diversi precedenti. Il 28 febbraio scorso era stato identificato all’interno di un negozio dove aveva rubato un tablet. Un mese prima aveva invece portato via una bicicletta in zona stazione. Così, dopo aver collezionato numerose denunce, arriva il provvedemento di espulsione. Il suo avvocato Ernesto D’Andrea però decide di impugnarlo. E di fare ricorso davanti al giudice di pace. Perché il 35enne – essendo un ex tossicodipendente – ha contratto l’epatite C, patologia per cui si trova attualmente in cura presso l’Ausl di Reggio.
 
Chiede dunque l’annullamento, appellandosi a una sentenza della Corte Costituzionale (la numero 252 del 2001) che sancisce il diritto alla salute come «diritto strettamente inerente alla persona umana che compete a tutti, anche agli stranieri qualunque sia la loro posizione rispetto alle norme che regolano l’ingresso e il soggiorno nello Stato». Oltre all’articolo 32 della Costituzione Italiana che vede la tutela salute come diritto fondamentale. L’avvocato D’Andrea inoltre chiama a testimoniare un medico dell’Ausl che sta curando il trattamento del paziente georgiano che in aula conferma come «l’interruzione delle terapie comporterebbe aggravamenti e complicazione. E non vi è la prova che nel paese d’origine potrebbe ricevere adeguati supporti».
 
Inizia però il braccio di ferro processuale. Prefettura e questura si oppongono, presentando ricorso affinché non venga accettata la richiesta di annullamento del decreto di espulsione. «Le sue condizioni – si legge nell’atto – non gli impediscono di commettere reati. Inoltre, la patologia di cui è sofferente non è considerata ostativa a un rimpatrio presso il paese d’origine in quanto la Georgia è un paese avanzato dal punto di vista medico».
 
L’uomo però – nonostante abbia moglie e figli in Georgia – non ci vuole tornare. Il parere del medico dell’Ausl ha precisato, controbattendo al ricorso prefettizio, che «quel tipo di cure sì esistono, ma non sono facilmente accessibili nella nazione caucasica», portando il legale ad affermare la tesi che l’uomo rischia la salute.
 
E il giudice ha così dato ragione al georgiano, accogliendo il suo ricorso e annullando l’espulsione a suo carico: «Ha il diritto riconosciutogli dalla Costituzione Italiana di potersi curare prima di fare rientro in patria».
 
NON CONDIVIDO PUR SAPENDO CHE I GIUDICI SONO INFALLIBILI, SANTI , GIUSTI , INTELLIGENTI ED IMPARZIALI…..
IL DELINQUENTE VA MANDATO A CURARSI A CASA SUA NON QUI A SPESE MIE CAZZO !!

 

idiozia allo stato purissimo:

LO CHIAMANO POPULISMO….

MA E’ IDIOZIA PURISSIMA:
 
Rapinare i pensionati che hanno versato i contributi richiesti per tutta la vita per foraggiare fancazzisti di professione..E’ IDIOZIA e delinquenza
 
Non imparare dagli stati che tolgono i sussidi a chi rifiuta il lavoro per due volte E’ IDIOZIA
 
Mantenere oves et boves senza lavorare ( favorendo nel migliore dei casi il lavoro nero) E’ IDIOZIA
 
Chiudere i negozi alla domenica per un capriccio di chi MAI ha lavorato E ‘ IDIOZIA
 
Non limitare al minimo le costose inutili e folli scorte a soggetti tipo saviano.. E’ IDIOZIA
 
Non riformare una non-.giustizia che fa e disfa a piacimento dirigendo il parlamento E’ IDIOZIA
 
Non ridurre le spese d’uno stato in disfacimento (il bibitaro sta assumendo amici di merende a strafottere distribuendoli i tutti i ministeri !!) E’ IDIOZIA
 
mantenere i piedi in due staffe facendosi favori a vicenda per tenere la sedia E’ IDIOZIA
 
potrei continuare sino a sera ad elencare quello che il buonsenso suggerisce di fare ed i POPULISTI finti ma lobotomizzati veri invece non fanno !
 
VOTATI PER AVERE UN SUSSIDIO PERENNE SENZA FARE UN CAZZO OVVIAMENTE DA FANCAZZISTI DI PROFESSIONE E GENTE CHE HA IL CERVELLO TALMENTE AVARIATO DA NON CAPIRE IL RICATTO CHE STA ALLA RADICE E DEL DISFACIMENTO UMANO E MORALE CHE NE DERIVA.
 

LI AVETE VOTATI….. CHE VI VADANO DI TRAVERSO !!

 
Un plauso solo a Salvini che contro tutti ( anche i finti alleati) FA CONCRETAMENTE QUELLO CHE HA PROMESSO , il resto è FUFFA !!!