La voce del padrone

L’argomento media non è nuovo e l’ho già affrontato numerose altre volte, su questo blog. Inoltre nelle conversazioni con l’amico Massimo è già venuta fuori la similitudine dei giornalisti, col  vecchio logo della RCA dischi (per i collezionisti patiti del vinile) del cane posizionato davanti alla tromba del grammofono, pronto ad ascoltare.
La voce del padrone fa sì che  attualmente i giornali titolino tutti all’unisono. Soprattutto emettono lo stesso suono e pure le stesse stecche e gracchiamenti.
E quando non sono i partiti a determinarne direttamente “la linea”, lo fanno i loro padroni di riferimento. Ecco perché quotidiani definiti “di destra” come “il Giornale” di Berlusconi o “Libero” di Angelucci, in questi giorni non si differenziano da quelli di sinistra. Mi soffermo su questo secondo e sui padroni di riferimento,  perché di Berlusconi sappiamo già vita, morte e miracoli. Dal 2001 «Libero» è di proprietà del gruppo Angelucci, attivo nel settore della sanità (è proprietario di parecchie cliniche) e dell’immobiliare.
Con l’aiuto della banca romana Capitalia, gli Angelucci hanno investito 30 milioni nel quotidiano, trasformandolo da giornale regionale a giornale nazionale.
Nel 2007 l’Editoriale Libero s.r.l., società editrice del quotidiano, viene ceduta alla Fondazione San Raffaele, struttura ospedaliera di Ceglie Messapica, in provincia di Brindisi. La testata è tuttora di proprietà del gruppo.
Dicevo poc’anzi che parlano lo stesso linguaggio contro la Lega e il M5s. Del resto non è un mistero che il Giornale e Libero si siano travasati reciprocamente per anni gli stessi direttori e vicedirettori: Feltri (oggi in perpetua  imbolsita esternazione etilica contro Salvini), Sallusti ridotto al Lothar del Mandrake-Cavaliere e pure altri numerosi cronisti e collaboratori.  Anche Belpietro fu direttore di entrambi i giornali, ma poi dopo l’obbligo per Libero di sostenere Renzi e il suo pessimo referendum, si mise in proprio su “La Verità”.  E fece bene!  Diciamo che dietro il discorsetto della “linea editoriale” si nascondono, in realtà,  gli interessi del padrone. Se poi il padrone (o i padroni) scendono in campo in politica o nella finanza o in entrambi i casi, ecco che è fatta. Anche Angelucci militò nelle file del PdL.
La destra? la sinistra?

Dopo quest’asse pentaleghista  e l’ipotesi di un governo giallo-verde, i quotidiani di riferimento sembrano tutti impazziti, schizofrenici, disorientati e infuriati. Forse perché stanno saltando queste categorie novecentesche (destra/sinistra), per certi aspetti rassicuranti.
La globalizzazione e con essa la Ue (che è ne una parte), hanno creato nuove forme di antagonismi e di conflittualità: non più la destra contro la sinistra, ma mondialisti e globalisti contro sovranisti e indipendentisti, laddove la sinistra classica e la “destra farlocca” si collocano insieme dalla parte dei primi.  In Italia è il caso del PD e dell’attuale FI con un Berlusconi opportunamente merkelizzato e junckerizzato che pretende di fare il Premier con il suo jolly Tajani, senza aver vinto alle elezioni. Pertanto,  le coalizioni CONTRO queste sfide saranno in futuro  senz’altro più eterogenee e flessibili di  quelle del secolo appena trascorso. In parte è già così.
Da qui l’impazzimento mediatico, il suo fuoco unanime di sbarramento, il suo agire come un sol uomo nei confronti di chi ha buttato per aria i loro piani. E di questo fuoco di sbarramento ne subiamo  ogni giorno la  peggior ridondanza a livello nazionale come internazionale: da Repubblica (con l’esternazione di De Benedetti che dà dell’antisemita a Salvini) al Corriere, al Giornale specializzato in  quotidiani articoli minacciosi e  mascalzoni contro il Carroccio (Sallusti, Sergio Rame, Vittorio Macioce, Sgarbi e le sue sclerate), La Stampa del gruppo Fiat-FCA diretto da Molinari, il Messaggero, il Financial Time che parla di “calata dei Barbari a Roma”, Le Monde, Libération, il tedesco Die Welt… Con la malevola attenzione di  Macron a Sofia, dell’oligarca Jacques Attali a Torino alla Fiera del Libro,  di Cottarelli del FMI…Serve altro ancora? Siamo al plotone di esecuzione. Giornali, tv  e vari media,  ovvero il braccio armato della Finanza.

Questa in corso, è diventata una campagna del Terrore Preventivo, del pregiudizio per il pregiudizio, della calunnia, dell’ostracismo e ostruzionismo. Pertanto darò la mia apertura di credito a questo governo giallo-verde e metterò un SI’ al programma ai gazebi leghisti, anche se ci sono punti che vanno resi senz’altro più incisivi come l’immigrazione.

Qui il Contratto del Nuovo Governo in PDF. Sarcasmo e sghignazzate a non finire contro questi giovani che si sono riuniti e hanno scritto con trasparenza un programma che chiunque può leggere, approvare o disapprovare. Gli altri, quelli che c’erano prima (e non dimentichiamo che sono tuttora reggenti) invece, non hanno chiesto un bel nulla a nessuno: sono corsi a Bruxelles a prendere ordini e ce li hanno girati così com’erano,  e imposti con la forza. Amen.
by Nessie

…c’è sempre l’enigma finanza e banche a cui le testate si appoggiano. I giornali sono pur sempre “barchettine di carta” in balia dei cosiddetti “mercati finanziari” (oltre ai nostri soldi di contribuenti). Per questo temono e demonizzano tutto ciò che non possono controllare. E non c’è dubbio che questa novità “giallo-verde” per loro rappresenti un enigma.

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