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“Ha provato a sodomizzare Salvini ma è un pistolino”. Vittorio Feltri epocale: così riduce in polvere Di Maio 

In questo periodo dover scrivere di politica e raccontare ciò che accade nel Palazzo è allettante come buttarsi dal terzo piano. Abbiamo votato due mesi fa e ancora non sappiamo di che morte morire. I partiti litigano e ovviamente non combinano niente né potrebbero combinare qualcosa di utile per un paese spaesato. Personalmente da oltre un anno ho ripetuto fino alla noia che dopo il fallimento del referendum renziano sarebbe stato peggio che pria. Prediche inutili. In quel dicembre andammo ai seggi con l’intento di far secco Matteo Renzi accusato di essere un bullo e anche un po’ pirla. Ci riuscimmo alla grande costringendolo a sloggiare da Palazzo Chigi, sostituendolo con Gentiloni. Sai che affare. Eravamo persuasi, una volta eliminato l’odiato premier fiorentino, di poter votare subito e di vivere felici e contenti. Col cacchio.

A un anno e mezzo dal fausto evento siamo qui a bestemmiare poiché le stelle fetenti, pur avendo avuto il 33 per cento dei consensi, non sono capaci di costituire una maggioranza. Abbiamo giubilato un presidente del Consiglio e ci ritroviamo tra le palle Di Maio, un pistolino senza qualità benché ricco di arroganza partenopea. Da spararsi. Costui, dopo aver tentato di sodomizzare Salvini, ha provato a fare altrettanto con il Pd, perfino Martina, che è un due di briscola, non si è fatto fottere. D’altronde nemmeno il dem più scemo accetterebbe di reggere la coda ai pentastellati che, poveri illusi, puntano a governare pur essendo privi di senso dello Stato nonché di senso comune. Di Maio quindi è out. Fico non paga i contributi alla serva e ha rimediato una figura di letame, gli conviene scomparire. Il centrodestra ha stravinto in Friuli, ciononostante il bel risultato non è utile a incidere su Roma. E allora?

I partiti vadano a nascondersi. Si sono dati una legge elettorale da dementi e se desiderano tornare alle urne sono costretti ad approvarne una meno vomitevole. Non credo ne siano capaci. Spero di sbagliarmi.

Non esiste via d’ uscita. La proposta di Berlusconi riguardante un esecutivo di minoranza sembra cretina, dato che nelle democrazie prevalgono le maggioranze, eppure sarà fatalmente presa in considerazione da Mattarella, il quale gioca con le carte che ha in mano, e trattasi di scartine. In pratica il timone verrà consegnato a un tecnico sbiadito e possibilmente povero di autorevolezza con l’incarico di varare un nuovo sistema elettorale in grado di stabilire chi ha il diritto di comandare. Peggio di così non siamo all’altezza di andare. E in effetti non andremo da alcuna parte. L’unico motivo di consolazione è che la sinistra si è tolta i grillini dalla testa. Spero definitivamente. Il giorno 3 maggio i democratici terranno la propria direzione. Saranno chiamati a studiare la maniera per mandare in culo gli storditi del Movimento 5 Stelle. Glielo dicano in inglese, è più chic ma lo capiranno lo stesso che non li sopportiamo.

di Vittorio Feltri

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