che bello non capire un cazzo:

Il Concertone parte con insulti. Lo Stato sociale: “Mi sono rotto il c…. di Casellatti”

Il cantante dello Stato sociale attacca la Casellati: “Mi sono rotto il c…”. Era stato già censurato l’anno scorso

“Mi sono rotto il c… della Casellati, mi sono rotto il c… di Luca Cordero di Montezemolo, prima di tagliare i vitalizi dovrebbero tagliare i loro cognomi…”.

È partito con il “botto” ad opera de Lo Stato Sociale il Concertone del primo maggio in piazza san Giovanni In Laterano, a Roma, promosso da Cgil, Cisl e Uil, tema di quest’anno al sicurezza sui luoghi di lavoro. Il brano proposto e rimaneggiato per l’occasione porta per titolo proprio “Mi sono rotto il cazzo” e nel 2015 non lo fecero cantare alla band bolognese proprio in occasione del Concertone, quando la loro esibizione era in programma in prima serata.

Oggi invece la band che ha avuto notevole successo all’ultimo Festival di Sanremo ha aperto la lunga kermesse e l’ha fatto in maniera dirompente. Dopo aver preso di mira la presidente del Senato e il manager, la band – il cui leader Lodo Guenzi conduce con Ambra Angiolini il Concertone – hanno chiesto una riduzione delle spese militari sostenute dall’Italia e parlato anche del lavoro, che però è senza diritti. E successivamente, Guenzi sul tema della sicurezza sul lavoro ha detto che è di fatto inutile investire sul lavoro se poi non si guarda alla sicurezza, anzi “se non si investe in sicurezza si è complici di una strage, senza se e senza ma…”.

 

IL POVERO MENTECATTO, CHE FORSE NON HA MAI LAVORATO, NON SA CHE ABBIAMO LE LEGGI SULLA SICUREZZA PIU’ SEVERE D’EUROPA E CHE…… LE OOSS INVECE DI CONTROLLARNE L’APPLICAZIONE DENUNCIANDONE LE VIOLAZIONI ORGANIZZANO CONCERTI E SCIOPERINI…..

 

 

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2 pensieri su “che bello non capire un cazzo:

  1. È il teorema del testicolo ignorante, quando parla male del gemello non sapendo che ha la sua stessa natura e funzione.
    Claudia

  2. Filippo

    L’ennesimo concerto buffonata che piace tanto ai figli di papà con le treccine rasta che zompettano e saltellano e si sentono tanto rivoluzionari.
    Sono i classici polli che si fanno prendere per i fondelli con un concertone e non hanno nemmeno il coraggio di protestare davvero per il precariato, la disoccupazione, l’erosione costante dei diritti dei lavoratori e così via… situazione che i sindacati non hanno mai veramente contrastato, rendendosi implicitamente complici di questo sistema… ma è inutile cercare di spiegarlo a questi minus habens sedicenti alternativi… non capirebbero.

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