malattie mentali:

Vittorio Feltri: “Chi va a sinistra è un saggio, chi va a destra un fesso”

Vittorio Feltri: "Chi va a sinistra è un saggio, chi va a destra un fesso"
 
 
 

La stampa al completo, dai quotidiani di provincia a quelli metropolitani, ha segnalato urbi et orbi che Claudio Amendola, attore popolare e tradizionalmente comunista, è diventato leghista: ha perfino affermato che Matteo Salvini è il miglior uomo politico degli ultimi venti anni. Apriti cielo. Gliene hanno dette di tutti i colori, sbeffeggiandolo come se avesse fatto la pipì in chiesa durante il Sanctus. Dal che si evince che in Italia è lecito cambiare opinione in senso unidirezionale. Se uno passa da destra a sinistra è intelligente, capace a lungo andare di distinguere il bene dal male. Se compie il percorso inverso è un cretino col paraurti e irrecuperabile.

Quello di Amendola non è l’ unico caso, però ha fatto scalpore perché costui non solo dichiarava spesso di essere un compagno, ma soprattutto ha un volto noto e qualsiasi cosa dica viene diffusa dai media senza requie. Per me Claudio poteva benissimo continuare a proclamarsi marxista e non avrebbe perso la mia irrilevante stima. Tuttavia, visto che ha fatto il salto della quaglia, mi ha incuriosito, non stupito. Chi lo ha criticato – qualcuno aspramente – si è invece scordato di rammentare che almeno la metà dei rossi, Napolitano in testa, prima di scegliere la falce e martello, indossava la camicia nera e il mutamento di tinta politica non ha suscitato scandalo, bensì approvazione. Anche se a me sfugge, ci sarà un motivo.

Molti anni fa uscì un libro documentato in cui si riportava un elenco sterminato di voltagabbana (tra cui, e cito alla rinfusa, Davide Lajolo, Eugenio Scalfari, Enzo Biagi, Giorgio Bocca, Giuseppe Ungaretti, Norberto Bobbio, Indro Montanelli, Dario Fo, Amintore Fanfani eccetera eccetera) che Bruno Vespa durante il suo programma televisivo non trascurò di evidenziare. Ebbene, tutti zitti. Neanche una parola di biasimo o di scherno. Normale evoluzione del pensiero? Se Amendola si libera dai pregiudizi del politicamente corretto e ammette che i progressisti gli hanno rotto le palle, è un reprobo degno del disprezzo degli intellettuali dei miei stivali. I quali sono ignoranti o ipocriti? Non c’ è dubbio che sbaglino, forse in malafede e per convenienza. Comunque mi fanno ribrezzo.

di Vittorio Feltri

 

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Un pensiero su “malattie mentali:

  1. Non ha detto che ha votato per Salvini o che si é convertito politicamante, ha solo constatato il suo buon operato nell’accrescimento del suo partito. Definirlo ipocrita e lecchino per cosa? Tutti gli artisti la pensano così, solo che bisogna portare a casa la pagnotta. comunque NON mi piace Amendola a prescindere …
    Claudia

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