LA PROSTITUZIONE POLITICA DELLA BONINO

La Bonino, che non aveva neanche i militanti per raccogliere le firme per candidarsi alle politiche, ha trovato la sponda di un partito che gli presta il logo e ora fa una campagna milionaria con risorse finanziarie che non è dato sapere da dove provengano, ma è lecito supporne la provenienza, visto il recente endorsement dell’amico George Soros.
La signora è non solo un raro esempio di prostituzione politica (eletta la prima volta nella Lega, si è ripassata tutti i partiti in alleanza radicale dall’estrema sinistra all’estrema destra passando per l’estremo centro), ma è anche il fulgido esempio vivente di come abbiamo trasformato la politica italiana in comitati d’affari al sevizio dei potentati economici. La Bonino ha cavalcato l’onda dell’indignazione di tangentopoli con il referendum sull’abrogazione dei finanziamenti pubblici ai partiti (la cui ratio è rintracciabile nella necessità di dotare dei fondi necessari all’organizzazione politica anche quei partiti che rappresentano il popolo e che non avrebbero altrimenti modo di esistere) e oggi, presentandosi con un partito che non esiste di fatto, ma che finge di esistere grazie a un prestanome e a un milionario che gli finanzia la campagna elettorale, si presenta al popolo con lo slogan “+ Europa”, sperando di raccattare i voti necessari ad entrare in parlamento e a guadagnarsi anche un incarico di governo. Le sue proposte? Più tasse (vuole aumentare l’IVA, ripristinare l’IMU per tutti e cancellare le detrazioni), cittadinanza a tutti, incentivi all’emigrazione dei giovani italiani.
Se quanto scritto potrebbe bastare a rendere la figura della Bonino la più disprezzabile del panorama politico italiano e meritevole di essere oggetto di improperi e offese che sconfinino nelle volgarità più spinte, alcuni dettagli sulla sua vita rendono il giudizio umano addirittura più severo. Di recente ho infatti scoperto che la signora, oltre a praticare gli aborti clandestini con la pompa della bicicletta mettendo a rischio l’incolumità delle povere donne che si sottoponevano a questa terribile vomitevole pratica, si è resa anche protagonista di un’altra terribile esperienza (dis)umana. La Bonino, che non volle avere figli, adottò due bambine abbandonate, le crebbe per un certo periodo di tempo e infine, una volta realizzato che non aveva tempo né voglia di fare la mamma, le allontanò. Mi fermo qui perché il fatto di essere riuscito a scrivere tutte queste parole su un soggetto così disgustoso senza scadere nell’insulto triviale è solo merito del tasto “backspace”, con il quale ho cancellato le innumerevoli terribili parole che intimamente sento di dover rivolgere a questa prostituta della politica italiana che vuole disintegrare l’identità nazionale.

bonino

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Una risposta a "LA PROSTITUZIONE POLITICA DELLA BONINO"

  1. dinamitebla 1 marzo 2018 / 7:48

    il soggetto si vanta d’aver fatto 10.000 aborti clandestini… PERCHE’ NON E’ IN GALERA ? Sulle sue NOnidee sorvolo , non per nulla è l’idolo dei fancazziasti sinistrati !!

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