Insomma…

In Italia si crea una grande azienda, la si riempie di debiti e la si vende, magari al 100%, agli stranieri.
(Anche) Italo passa agli USA. Al 100%. Quasi 2 miliardi per l’intero capitale sociale, compreso risanamento di 400milioni di debiti, e addio all’amor patrio.
Amici economisti, oltre al pastificio di Marino e Giovanna, e al tabaccaio di Giulione, ci rimane qualcos’altro di italiano? Magari di leggermente competitivo?
Non si fa in tempo ad avere mezza virtú…
Emanuele Ricucci
italo

Pensare che qualche tempo fa, in molti (la copia sbiadita dell’intellighenzia per intenderci) erano felicissimi per i posti di lavoro che la svendita avrebbe creato. Chissà se ora tacciono o continuano a svalvolare.
(magari potremmo sempre vendere le macerie, quelle non ci mancano…)

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