“giornalismo” d’elite:

 

Giornalista
E rieccoci di fronte al dilemma (soprattutto noi giornalisti): denunciare a costo di enfatizzare oppure tacere a rischio di sottovalutare?
Parlo dei rigurgiti – parole più che mai appropriata – fascistoidi.
Ma forse esiste una terza via: l’ironia. Raccontare questi tizi per ciò che sono: sfigati. Non viene altra parola in mente pensando a quel politico ligure che su internet inneggiava al Ventennio. Che mi ha fermato un giorno per strada. Mi è venuto a dieci centimetri dalla faccia urlando: “Fai schifo, scribacchino”. Pensava di farmi paura con il suo sguardo minaccioso. E invece indietreggiavo per la sua alitosi. Le ascelle pezzate.
Sono così i fascistoidi di oggi. Sfigati.

Sfigati perché non hanno nemmeno il coraggio di dire quello che sono: fascisti.
Sfigati perché non hanno il fegato di ammettere ciò che amano di Mussolini – tipo le leggi razziali – così dicono che faceva arrivare i treni in orario (che avesse fatto il capostazione, allora, come diceva Massimo Troisi).
Sfigati perché nei loro raid non mostrano la faccia e indossano maschere da carnevale.
Sfigati perché l’unico modo di suscitare attenzione è provare a fare paura.
Sfigati perché per fare paura devono essere in venti.
Sfigati perché hanno soltanto le mani per dire qualcosa.
Sfigati perché sembra abbiano una paralisi facciale, sempre con il sopracciglio aggrottato.
Sfigati perché devono vestirsi di nero per far capire in cosa credono.
Sfigati perché se li guardi bene spesso non sono teste rasate, ma solo calvi (con la forfora sulla camicia nera).
Sfigati perché sotto il bomber molti non hanno il petto in fuori, ma la panza.
Sfigati perché alle loro riunioni non c’è una donna. E non solo perché le disprezzano, ma perché nessuna donna se li fila.
Sfigati perché se dovessero parlare e non digrignare i denti, balbetterebbero discorsi senza senso.

Parliamo allora di loro, perché non è giusto tacere (l’abbiamo già fatto, ahimè, in passato). Ma non diciamo che sono forti, che ci fanno paura. È questo che richiama qualche giovane alle loro adunate: il desiderio di far paura. In un Paese dove non ti senti ascoltato, suscitare timore sembra l’unico modo per sentirti importante. Per confermare che esisti.

 

 

POVERETTO…..

A PROPOSITO DI SENZA SENSO……

nb: non sono giornalista e non sono fascista …sono DEMOCRATICO NEL DNA E CREDO CHE CHIUNQUE POSSA ESPRIMERE LE PROPRIE IDE SE IN MODO CIVILE E DEMOCRATICO…… come quelli dei centri sociali insomma…..

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Un pensiero su ““giornalismo” d’elite:

  1. Lo sfigato sarà lei che scrive cose senza cognizione di causa, senza la minima parvenza di senso, millantando di essere giornalista. Sfigate sono le redazioni giornalistiche, semmai, se decidono di pubblicare articoli tanto insulsi, quanto chiari indicatori di ignoranza e vacuo ideologismo. Si faccia una cultura, innanzitutto, ne ha davvero bisogno!! Dopodiché si guardi intorno! Se davvero le piace scribacchiare su ciò che vede intorno a sé, provi ad allargare lo sguardo al di là dall’umiliazione che, a quanto pare, ha subito dal politico ligure di cui parla. Io sono fieramente portatrice dei valori del Fascismo… Mi dimostri, a questo punto, la legittimità del suo discorso.. Ci riuscirebbe? Non credo proprio!! Pertanto, il minimo che lei possa fare è chinare il capo e rivolgere a noi le sue DOVEROSE SCUSE!!! IMBECILLE SFIGATO!!
    Claudia

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