imbecilli a ruota libera:

(..)L’intervento del leader dei 5 stelle che di fatto ha messo con i suoi calcoli nel mirino le pensioni da 2.300 euro, ha scatenato la reazione dem. Un errore di calcolo? No, secondo quanto riprota l’ufficio comunicazion dei Cinque Stelle. I grillini sottolinenano come quei 12 miliardi non sono recuperabili con le pensioni d’oro poco sopra i 2000 euro ma da quelle da 5000 euro e su più anni: “a precisazione viene fatta – si chiarisce – in risposta al segretario del Pd Matteo Renzi. Renzi – aggiungono i 5 stelle – non faccia fakenews per distrarre dallo scandalo di bancopoli che colpisce Boschi e il suo partito”. Ma in questa bagarre su cifre e costi è intervenuto questa mattina su Facebook Matteo Renzi che ha messo nel mirino Di Maio per le sue idee confuse: “Certo che sono 12 miliardi, veda bene». Noi abbiamo visto bene. Se vogliamo prendere 12 miliardi di euro dalle pensioni dobbiamo tagliare a chi prende 2.300 euro di pensione. Ci rendiamo conto? Qualcuno può legittimamente dire che duemila euro di pensione sono una pensione d’oro? A noi sembra folle”. Insomma si accende sempre di più lo scontro tra pentastellati e dem. E di fatto tutte e due le aprti di certo hanno qualche problemino da risolvere. I 5 Stelle forse hanno bisogno di chiarirsi le idee prima di avanzare proposte come quella sulle pensioni, il Pd invece dovrebbe forse concentrarsi di più sul caso banche che di fatto sta mettendo sempre più a rischio la tenuta del partito.(..)

 

 A PARTE LA VALANGA DI RICORSI, L’ASSOLUTA INCOSTUZIONALITA’ E L’IPOTESI DI FURTO AGGRAVATO…..

SOLO MENTECATTI LOBOTOMIZZATI & ANALFABETI POSSONO PENSARE DI RAPINARE I CONTRIBUTI DI CHI HA VERSATO PER TUTTA LA VITA !!

LO FARANNO ?

PASSO ALLA LOTTA ARMATA : MI AVETE TRUFFATO PER 40 ANNI ED ORA MI RAPINATE ? CI FACCIAMO DUE RISATE …..

ECCO CHI SONO I DEMENGRILLI…..

 

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gran brutta malattia la megalomania:

 

“Se vince il Movimento 5 Stelle il premier è Di Maio, se vince il Pd è Renzi, se vince il centrodestra e la Lega prende un voto in più rispetto agli altri alleati è chiaro che sono io il premier. Anche perché Berlusconi non è candidabile quindi non può essere premier”, ha messo in chiaro Salvini durante la trasmissione radiofonica “Zapping”. Insistendo sulle “distanze” tra il suo partito e quello di Berlusconi. “È vero che i dati – ha detto -, i sondaggi ci danno vincenti. Potrei quindi stare zitto e fare finta che tutto vada bene, prendermi 150 parlamentari e avere problemi dopo le elezioni. Ma non sono fatto così, voglio vincere per governare e quindi mettere in luce prima le distanze che ci sono”.

POVERO SALVINI……

VINCENTI UN CAZZO……

FARETE LA FINE DI FINI & SIMILI

:SPARITI NELLE NEBBIE PADANE E MAI PIU’ RITROVATI.

PERSA UN’OCCASIONE MERAVIGLIOSA PER TACERE !!!

appunto:

 

La disfida nel centrodestra

Vittorio Feltri: caro Salvini, ti spiego perchè ha ragione Berlusconi

15 Dicembre 2017

Caro Becchi e caro Palma, vi leggo con interesse e mi impegno a comprendere le vostre argomentazioni, ma vi giuro non ci riesco. La legge elettorale in vigore non è mai stata sperimentata, essendo nuova, pertanto è difficile valutarne in anticipo gli effetti che produrrà.

Non escludo abbiate ragione voi nel prevedere che un partito ottenga la maggioranza e, quindi, la opportunità di formare un governo pur con consensi limitati a circa il 40 per cento. Però mi sembra altamente improbabile che ciò accada. L’ esperienza insegna che per vincere le elezioni e impadronirsi dell’ esecutivo in modo stabile servono i voti e non le ipotesi e i calcoli complicati degli esperti, che sbagliano spesso: sono troppo intelligenti per interpretare la realtà. Dopo di che, cari amici, se ci avrete azzeccato, ve ne darò atto. Ma consentitemi di dubitare, come dubitano tanti politici, compreso Berlusconi che ha già indicato Gentiloni quale prossimo, sia pur provvisorio, presidente del Consiglio. Questo premier anemico piace in quanto non fa niente: si barcamena, è educato, ha la faccia da boy scout e dà l’ impressione di non rompere le scatole a nessuno.

Lo vogliono a Palazzo Chigi perché è l’ opposto di Matteo Renzi, non urla, bisbiglia, sussurra, non disturba e tira a campare, che è sempre meglio che tirare le cuoia. Non sbaglia Silvio. Sa che non esiste forza in grado di prevalere e che per guidare il Paese ci vorrebbe una coalizione.

Quale? Non ce ne è una che stia in piedi. Solo 5 stelle e Pd, se andassero d’ accordo (e non è così) avrebbero i numeri per imporsi. Ma non credo siano compatibili. Vedremo. Infine, registro le beghe interminabili tra il Cavaliere e Salvini.
Si beccano in continuazione. Ora anche sulla eliminazione delle agevolazioni ai detenuti che tengono buona condotta.
Matteo è contrario agli sconti di pena, il suo interlocutore invece intende mantenerli. Ciascuno dei due ha i propri motivi per insistere sulle rispettive posizioni. In questo caso sono dalla parte di Silvio poiché le carceri, abolito il sistema premiale, esploderebbero per le proteste, come avvenne in passato. D’ altronde un Paese che punta sulle prigioni per punire i criminali e poi non dispone di stabilimenti di pena per contenerli tutti civilmente, non si deve permettere il lusso di giocare con l’ inasprimento delle condanne, che servono solo a incancrenire la delinquenza dietro le sbarre e anche fuori.

di Vittorio Feltri

la truffa delle truffe:

Spending review con truffa La Consulta ritocca i numeri

Tagli gonfiati con artifici contabili: lo scopre Perotti, l’ex commissario alla spesa pubblica che si dimise

Che la spending review sia stata una ciclopica fake news di governo era già chiaro a tutti: tagli minimi, commissari chiamati a revisionare la spesa pubblica superflua che si dimettono uno dietro l’altro quando capiscono di essere solo strumenti di propaganda.

Quel che ancora non era del tutto evidente è che anche i tagli certificati nero su bianco nei bilanci potrebbero essere solo frutto di alchimie contabili, trucchi utili solo a far bella figura e tacitare le polemiche contro la casta.

Specie se a venir beccata in flagrante raggiro è la Consulta. Il guardiano supremo della «Costituzione più bella del mondo» a quanto pare ha fatto la guardia anche ai propri privilegi. La rivelazione arriva da uno studio firmato da una fonte autorevole, l’economista Roberto Perotti, tornato dietro la sua cattedra alla Bocconi dopo aver sbattuto la porta di Palazzo Chigi, concludendo amaramente l’ennesimo tentativo inascoltato di arginare gli sprechi della pubblica amministrazione.

In un saggio pubblicato su Lavoce.info, Perotti riporta la risposta della Corte costituzionale a una sua richiesta di chiarimenti sugli apparenti risparmi sulle pensioni di giudici e dipendenti che compaiono nei bilanci. La Corte mette per iscritto che «fin dal 2014 è stata avviata un’opera di razionalizzazione e di riduzione della spesa, nell’ambito della quale ha influito in modo rilevante anche l’attuazione della legge Fornero», allega i dati dal bilancio consuntivo, che fino a poche settimane fa non aveva mai pubblicato, secondo cui tra il 2013 e il 2016 ha risparmiato ben nove milioni su 62, un bel 15 per cento. In realtà, osserva Perotti, «c’è stata una piccola riduzione delle retribuzioni nette dei giudici, grazie alla riduzione dello stipendio da 465.000 euro a 360.000 euro entrata in vigore nel maggio 2014. C’è stata anche una leggera riduzione delle retribuzioni nette del personale di ruolo e di altro personale. Ma c’è stato un aumento, non una riduzione, delle pensioni nette pagate».

Il professore si è accorto che il taglio del montante delle pensioni da 19 a 11 milioni è in gran parte dovuto al fatto che nel 2016 la Corte ha tolto dal bilancio principale l’intero ammontare della spesa per le pensioni per inserirla in una contabilità speciale separata. Formalmente la manovra è corretta: una parte della spesa pensionistica è costituita dai contributi e per una pubblica amministrazione sia quelli a carico del lavoratore che quelli a carico del datore di lavoro sono in realtà una partita di giro, cioè è lo Stato che li eroga ma è di nuovo lo Stato che li incassa. Il cittadino che paga le tasse non ci rimette nulla. Ma nemmeno ci guadagna, perché il semplice spostamento da una contabilità all’altra non può essere spacciato come «taglio strutturale». Cioè esattamente ciò che ha fatto la Consulta, mettendo a confronto, senza spiegare l’inghippo, le cifre del 2013 comprensive dell’intera spesa per le pensioni con quelle del 2016 che tenevano conto solo di una parte (la differenza tra i contributi incassati e le pensioni erogate).

Eliminando questa furbata, magicamente l’effetto della «spending review» della Consulta si riduce da 9 a soli 2 milioni, un ben più misero 3,2 per cento.

Un colpo alla credibilità delle tante sentenze della Corte che hanno menomato la spending review (vedi lo stop al taglio dei maxi stipendi di magistrati e dirigenti)?: «Quella -dice Perotti al Giornale- era già compromessa dalla confusa logica economica che ha ispirato alcune di quelle sentenze».

 

suicidio perfetto !!!

Matteo Salvini contro Silvio Berlusconi: “A Natale magari gli farò gli auguri, ma oltre non si va”

 

COME IL FINI…..fara’ la stessa fine

MEGALOMANIA DEVASTANTE CHE DISTRUGGE LA RESIDUA POSSIBILITA’ DI FAR SPARIRE INSETTI E DE.MENTI

PERDERA’ ANCHE I POCHI ELETTI ATTUALI…. SCOMMETTIAMO ?

CHI FA LA PRIMADONNA A SCAPITO DEL BENE COMUNE NON MERITA IL MIO VOTO E POI……. FATEGLI CAPIRE CHE LUI MAI E POI MAI POTRA’ FARE IL PREMIER PER MANCANZA D’ISTRUZIONE, ESPERIENZA , CAPACITA’ ,  ELETTORI  E  DI TANTO ALTRO….

REQUIEM !

 

Un’altra Fornero!

Piangere di gioia per la morte è inumano.

Approvata legge sul biotestamento, la Bonino frigna per la gioia.

Avesse mai fatto finta di frignare per tutti gli italiani che avrebbero voluto vivere, ma si sono suicidati per la crisi!

gnègnè

Un piccolo consiglio: prima di dire che la legge biotestamento è una conquista civile, leggetevi bene il testo della legge stessa, poi ne riparliamo.