merda liquida:

 

Salva la vita alla “risorsa” e critica la Boldrini. Come hanno rovinato il poliziotto con tre figli

19 Novembre 2017

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Ricordate il poliziotto della Stradale che a luglio, mentre era in servizio nel tratto Torino-Bardonecchia dell’ autostrada A32, aveva filmato col telefonino un profugo che pedalava lungo la corsia d’ emergenza con le cuffiette nelle orecchie? L’ agente, 43 anni, assistente capo della polizia stradale di Susa, durante la ripresa aveva definito ironicamente quel giovane ivoriano una delle «risorse della Boldrini». «Ecco come finirà l’ Italia. Tutti su una Graziella in autostrada a comandare» aveva aggiunto, riprendendo il tormentone di Rovazzi. E poi: «Voi che amate la Boldrini, voi che avete voluto questa gente di merda condividete signori, condividete!».
Il filmato, inviato a un amico che lo ha poi pubblicato su Facebook, aveva fatto il giro d’ Italia, il poliziotto era stato sospeso dal servizio e i soliti buonisti di sinistra avevano esultato. Ora, dopo la gogna mediatica e quattro mesi di punizione, il Tar del Piemonte ha respinto il ricorso presentato dall’ agente, il quale rischia di finire in miseria visto che il suo stipendio – già magro – è stato dimezzato. Nella motivazione dei giudici si legge: «Manca di capacità di autocontrollo, che invece si deve ragionevolmente pretendere da un organo di polizia». Uno degli avvocati difensori, Gualtiero Costa, si dice comunque fiducioso sull’ esito del procedimento disciplinare. Il malcapitato poliziotto, padre di tre figli, se il Consiglio di Stato confermerà la decisione finirà a pane e acqua o quasi – e con lui la sua famiglia – per aver utilizzato ironicamente il termine «risorsa» usato in più di un’ occasione dallo stesso presidente della Camera per sottolineare la ricchezza di valori, di cultura, di civiltà che i richiedenti asilo porterebbero nel nostro Paese. Certo, si sa come vanno le cose qui da noi e quindi il poliziotto poteva evitare di fare quel filmato. Ha sbagliato, e ancor di più per la divisa che indossava, a definire «gente di merda» i migranti. Però ci sembra che la punizione sia oltremodo sproporzionata. È stato ingenuo, ha parlato a ruota libera come si fa al bar, ma che gli venga rovinata la vita per una cosa del genere no, non lo possiamo accettare. E la cosa ancor più paradossale è che lo stesso ivoriano, Moussa Qattarra, 19 anni, aveva ringraziato la pattuglia per averlo scortato sano e salvo fino all’ uscita di Avigliana. «La polizia mi ha salvato la vita. Pensavo di aver preso la tangenziale come faccio sempre» aveva detto il ragazzo parlando in francese. «I poliziotti mi hanno accompagnato al sicuro» aveva raccontato.
«Quando mi sono reso conto del pericolo che avevo corso ho avuto paura». Insomma, l’ assistente capo della polizia stradale di Susa ha impedito che un migrante che viaggiava in bicicletta in autostrada finisse schiacciato da un’ auto o da un camion, ma siccome se l’ è presa con la Boldrini merita di finire alla canna del gas.
Per Gianni Tonelli, il segretario del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap), questa storia è disgustosa: «Siamo di fronte a un padre di tre figli costretto a campare con 700-800 euro perché ha fatto una semplice battuta» dice a Libero.
«L’ agente rischia addirittura l’ espulsione dalla polizia.
Ma vi rendete conto? Con tutti i ladri e i mafiosi che ci sono in Italia, con le banche che fregano miliardi alla gente, cosa facciamo noi? Condanniamo alla miseria un poliziotto solo perché la signora presidente si è sentita offesa? In questo provvedimento c’ è una forte sfumatura politica» aggiunge Tonelli. «Sarebbe successa la stessa cosa se ai tempi del Bunga Bunga un poliziotto avesse fatto una battuta su Berlusconi? No di certo, e anzi, magari sarebbe anche stato premiato. Siamo di fronte a una giustizia amministrativa che ha deciso di lavarsene le mani, rigirando la patata bollente al dipartimento, che ha avvallato e promosso un procedimento di destituzione».
Già. Non ci resta che augurarci che il Consiglio di Stato restituisca lavoro e dignità al poliziotto.

di Alessandro Gonzato

 

I GIUDICI SONO INFALLIBILI, SONO GIUSTI, SONO SANTI, SONO XXXXXXX !!

DONNA PRASSEDE E’ INTOCCABILE, ELETTA DA XXXXXXX CON 23 UOMINI DI SCORTA PERCHE’ LA GENTE LE VUOLE TANTO BENE…….

MERDA LIQUIDA A STRAFOTTERE !!!

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lo jus soli è una aberrazione politica

Analizziamo la questione “ius soli”
Tutti i minori che arrivano in Italia,hanno già diritto a sanità,istruzione e quant’altro.
Dunque, cosa cambierebbe a questi bambini ?
Nulla,tranne il fatto di definirsi italiani.
Già me li immagino i bambini mentre giocano:
“Sono italiano!! Evviva,sono italiano!Posso giocare anch’io con voi?”
Perchè lo sapete tutti vero?
Se c’è un bambino straniero non ci gioca nessuno,i bambini giocano solo tra connazionali ,quindi è obbligatorio essere italiani,per cui i i bambini che vengono da paesi come Svezia, Inghilterra e Svizzera ,dovranno cambiare nazionalità per non essere discriminati.
Ma grandi ipocriti e menzonieri!!!!
Per fortuna i bambini sono al di sopra della burocrazia e non chiedono la carta d’identità per diventare amici.
Ora analizziamo chi sono gli italiani.
Gli italiani attuali sono il frutto di anni e anni di lotte e conquiste,figli di un’identità che ha radici cristiane e a questo vale anche per chi si definisce ateo.
Qui le donne girano vestite come gli pare e la loro parola vale come quella di un uomo,anzi la loro vita vale di più,hanno addirittura un omicidio dedicato “il femminicidio” e quote rose garantite non per merito,ma per appartenenza,allora spiegatemi perchè uno che domani (grazie alla sua fede) calpesterà queste conquiste dovrebbe definirsi italiano ?
Diventare italiano lo si diventa se si accetta la cultura vigente e non perchè qualche politico in cerca di voti ,ha deciso di regalare cittadinanze.
Capito?

no

Ebbene SI, sono populista!!

populista

“La disoccupazione dal 2011 è aumentata, dal 8,6% al 11,7%”
Populista!
“Il debito pubblico dal 2011 è aumentato, da 1900 miliardi a 2300 miliardi.”
Populista!
I poveri assoluti dal 2011 sono aumentati da 3,5 milioni a 4,7 milioni”
Populista!
“Il gettito fiscale dal 2011 è aumentato da 400 miliardi a 450 miliardi”
Populista!
“Gli sbarchi di immigrati illegali dal 2011 sono aumentati del 400%”
Populista!
Populismo è il nuovo nome che i negazionisti danno alla realtà.

Cit. Elena Vigliano

Non e’ negativo essere populisti. E’ negativo il disprezzo e il significato negativo che ne danno i sinistri , per i quali e’ orribile avere a cuore il benessere di tutto il popolo e non solo dei raccomandati che ti votano semmai !

il bello di oggi:

OSTIA : astensionismo e masochismo…..= insetti !

l’importante è che ora nessuno si lamenti !!!!

FERRARA: sassi e bottiglie tra i tifosi allo stadio……

 perchè il contribuente deve pagare polizia e cure a siffatti                         idioti LOBOTOMIZZATI ?

quando l’idiozia supera se stessa:

I FATTI:

 A Codigoro i banchi della scuola alla sera sono utilizzati per le “risorse” adulte ……

la destra (cattiva) ha chiesto di disinfettare i banchi prima di farli riutilizzare dai bambini.

 

CASINO IMMANE , TUTTI I SINISTRATI ALLE BARRICATE …NON SI DEVE … E’ DISCRIMINAZIONE , SEGREGAZIONE….

TESTE DI CAZZO….. I FIGLI SONO VOSTRI SE NON INSEGNATE L’IGIENE POI LI DOVETE VACCINARE CON 44 VACCINI !

LA SCUOLA E’  PER I BAMBINI ,SE USATA PER ALTRI SCOPI VA SANIFICATA…

E MOLTO BENE ANCHE !!!

gli zingari non rubano:dice qualche pirla:

 

L’Austria ci ordina di arrestare la ladra rom che noi lasciamo libera

Condannata a scontare 19 anni, ma in Italia non va in cella perché ha 11 figli. Ora la svolta

In Italia doveva scontre 19 anni e 10 giorni di carcere. Il frutto di un’interminabile serie di condanne, una quarantina, per furto e scippo.

Con una specializzazione nel campo, assai appetitoso, delle carte di credito e dei bancomat. Ma fino a pochi giorni fa, Meri Secic, considerata anche dalla stampa italiana la regina dei borseggi, era libera. Perché madre di 11 figli e incinta del dodicesimo.

Ora la svolta. La donna, rom trentatreenne di cittadinanza croata, è stata arrestata con mandato di cattura europeo su richiesta dell’Austria e l’altro ieri, a sorpresa, la corte d’appello di Roma ha deciso di tenerla in cella e di estradarla a Vienna. Un verdetto che segna il destino della donna che finora era sempre stata denunciata a piede libero o era uscita dalla cella dopo una detenzione lampo, sfruttando le maglie larghe della legislazione tricolore.

Gli austriaci in un dettagliatissimo rapporto le avevano addebitato 358 furti. Un record. E alla fine è stata proprio la determinazione degli austriaci ad incastrarla. Vienna vuole processarla e per questo ha indicato uno per uno i 358 addebiti, suddividendoli in tre gruppi di 152, 105, 101 episodi. E inserendo il tutto nel quadro delle attività di una banda cui vengono attribuiti la bellezza di 2.034 reati. Per questo il reato contestato dal procuratore della repubblica di Vienna è l’associazione per delinquere finalizzata alla consumazione di reati contro il patrimonio. Non solo, dettaglio quasi incredibile, il periodo preso in esame è brevissimo: dal 2015 al 2017. Insomma, i crimini, se dobbiamo credere all’impostazione dell’accusa, si susseguivano con cadenza quasi quotidiana. Eppure, mentre l’Austria confezionava il pacchetto, lei era di nuovo libera. Utilizzando la doppia protezione stabilita dal legislatore per tutelare le madri: la carcerazione preventiva può essere stabilita per chi abbia figli di età inferiore ai sei anni solo per motivi di «eccezionale rilevanza». In pratica, almeno finora, mai o quasi mai. La Secic veniva fermata e usciva, oppure collezionava denunce. E pene teoriche: lo scudo scattava anche quando i tribunali emettevano le sentenze e le condanne diventavano definitive. In questo caso la linea tratteggiata dalle norme è ancora più favorevole: la madre con prole inferiore ai dieci anni raramente va in galera. E cosi Meri Secic, inseguita da un numero spaventoso di sentenze, era tranquillamente fuori. Tanto da far ritenere che, almeno nel suo caso, il reato di furto fosse stato abrogato dal combinato disposto fra la legge «buonista» e l’interpretazione altrettanto elastica della norma da parte della magistratura.

In Austria però la pensano diversamente e vogliono giudicarla: così nel mandato di arresto europeo sono indicati minuziosamente non solo tutti gli illeciti, ma anche le date, gli eventuali complici, le parti offese. La corte d’appello di Roma si è trovata così davanti a un bivio: spedire la signora a Vienna oppure proseguire con la politica giudiziaria sin qui seguita. Scarcerarla dunque e lasciarla tornare al campo di Pomezia, in provincia di Roma, dove era stata bloccata. Per la verità, anche il mandato di arresto europeo trova un limite nelle garanzie poste a tutela della maternità: qui l’asticella è fissata ai tre anni del bebè. Ancora una volta, la Secic avrebbe potuto farla franca, perché incinta. Ma i giudici hanno preferito allinearsi al rigore austriaco «per la eccezionale rilevanza delle esigenze cautelari». Meri Secic resta a Rebibbia e presto, se la Cassazione confermerà il provvedimento, andrà a Vienna. In carcere.

 

LA MILIONESIMA FIGURA EMMERDE INTERNAZIONALE !!!

Ma quanto ci odiano…

Vi dicono che:
Non ci sono i soldi per la benzina e le divise delle forze dell’ordine.
Non ci sono le risorse per efficientare il sistema giudiziario.
Non ci sono le risorse per mettere in sicurezza il territorio.
Non ci sono risorse per le infrastrutture stradali, ferroviarie, di telecomunicazione, energetiche.
Non ci sono risorse per la ricerca.
Non ci sono le risorse per i terremotati.
Non ci sono le risorse per i disabili.
Ma hanno speso 20 miliardi per l’accoglienza.

..forse non sapete che a bilancio dello stato da 8 anni (otto) ci sono 50 miliardi di euro a fondo perduto. Ho detto a fondo perduto e ho scritto 50 miliardi di euro. Andate a leggervi il DEF degli ultimi 8 anni PD se non ci credete. Amici degli amici e pastoie delle pastoie PD. E non solo. Ci hanno preso in giro per anni sostenendo che la maggior parte di quei soldi ce li dava l’Europa. Poi si è scoperto che ci dava le briciole. E comunque anche quelle briciole ce le siamo pagate in parte anche noi.