cosi’ è:

Feltri, cannonata devastante dopo il voto: “Ne abbiamo piene le balle, ora non mangiate più”

Feltri, cannonata devastante dopo il voto: "Ne abbiamo piene le balle, ora non mangiate più"

Il Tempo di Roma, quotidiano cugino di Libero, entrambi figli della stessa cultura, stavolta ha sbagliato, definendo bluff il referendum sull’ autonomia del Veneto e della Lombardia. Un errore materiale e logico. Il direttore Chiocci, eccellente cronista, ha la sensibilità politica di un riccio. Non sa, o finge di non saperlo, che i referendum confermativi non hanno quorum così come non ce l’ aveva quello consultivo di domenica scorsa svoltosi nella regione di cui Milano è capoluogo. Pertanto dire che questo plebiscito era un bidone è una frottola indegna. Il 38 per cento dei lombardi si è espresso in modo chiaro.

Mai nessun partito da queste parti aveva ottenuto una percentuale tanto alta. Il bluff semmai va ascritto a Chiocci. Del quale tuttavia capisco le motivazioni. Anche lui è terrorizzato all’ idea di perdere la tetta del Nord che consente alla Capitale di nutrire se stessa e il Mezzogiorno. I soldi che noi settentrionali paghiamo al fisco ammontano a 54 miliardi, e il Sud ce li fotte tutti per campare senza impegnarsi nel lavoro. Però il direttore del foglio capitolino rimprovera Maroni di aver speso un mucchio di milioni per acquistare i tablet necessari a compiere le operazioni di voto elettronico. Ci vuole la faccia come il culo per dire una cosa simile.

Si dà infatti il caso che quei tablet siano stati pagati con i quattrini nostri e non con quelli di Roma indebitata e lurida. Non solo.

Ma i congegni in questione, dopo l’ uso politico, non sono finiti nei cassonetti (che non abbiamo poiché lo smaltimento dei rifiuti lo facciamo a regola d’ arte) bensì nelle scuole per insegnare ai ragazzi ad adoperarli correttamente, distinguendosi dai romani che, invece, sono costretti a utilizzare la tabula di Giulio Cesare.

Noi, caro Chiocci, siamo evoluti e vi regaliamo una montagna di denaro per consentirvi di pranzare e cenare a nostre spese nelle hostarie, e non vi abbiamo mai chiesto un euro. Solo che adesso ne abbiamo piene le balle di caricarvi sulle nostre spalle forti. Accontentatevi di mezza montagna, l’ altra metà ce la teniamo in tasca e vi preghiamo di darvi una mossa. I parassiti sono coloro che dipendono finanziariamente dal Settentrione. I lombardi sono stati fino a ieri troppo generosi a riempirvi la pancia di spaghetti cacio e pepe. Che sono buoni ma è meglio che siate voi stessi a trovare le palanche per ricompensare l’ oste.

Chiocci, amico mio, quanto al Veneto, erede della Serenissima, lascialo in pace: non ha bisogno dei romani e neppure degli italiani. Mentre i figli della lupa e in genere i terroni necessitano dei capitali di San Marco. È vero, ci accusano di egoismo. Ma siamo più egoisti noi che desideriamo trattenere una quota maggiore dei proventi guadagnati col lavoro, o voi che tentate di portarcela via? Questo si chiama furto, altro che solidarietà. Vero inoltre che siamo più ricchi di voi. Attenzione: non si diventa ricchi per caso, ma solo sgobbando. Provate a sgobbare un po’ pure voi.

di Vittorio Feltri

 

 

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