cosi’ è:

Vittorio Feltri, il verdetto tombale sulle banche: “Perché sono peggio delle Poste”

Vittorio Feltri

Oggi il nostro grande Franco Bechis spiega il gigantesco casino del sistema bancario che prende ordini, come un servo sciocco, dalla solita Europa pasticciona capace esclusivamente di tutelare gli interessi loschi della Germania e amici suoi. Io non entro in questioni tecniche, finanziarie. Fatico già a tenere sotto controllo i miei conti, figuriamoci se sono in grado di capire quello che succede ad alti livelli. Tuttavia poiché, per quanto miope da oltre 60 anni, vedo la realtà, mi permetto di osservare che la stragrande maggioranza delle banche è gestita coi piedi.
Passeggio per Milano e ogni cento metri trovo la succursale di qualche istituto di credito, dal più noto al più sconosciuto. Mi viene il sospetto che ci sia un numero maggiore di sportelli che di clienti. Mi chiedo a cosa servano tante filiali in un momento in cui trionfano le tecnologie, maneggiate dalla quasi totalità dei risparmiatori per operazioni ordinarie. La gente digita sul computer e constata in venti secondi quanti quattrini ha in deposito o a quanto ammonta il proprio “rosso”. Gli stipendi mensili e le pensioni fisicamente di norma non li vediamo nemmeno, finiscono direttamente in banca, e verifichiamo i nostri averi pigiando un tasto dell’ iPad.
Le sedi delle banche sono deserte, una persona vi entra soltanto nel caso necessiti di un mutuo per comprarsi lo straccio di un bilocale. Se ha bisogno di 200 euro per il caffè e l’aperitivo va al bancomat e ritira un po’ di contante. Nonostante ciò gli uffici in questione sono pieni zeppi di impiegati e funzionari, che si grattano il ventre. Ogni tanto sui giornali compare l’annuncio: nel settore bancario si registrano 3000 esuberi. Appena? Pensavo di più. I licenziamenti sono spiacevoli perché mettono in difficoltà troppe famiglie. Se i dipendenti sono inutili è ovvio che l’azienda li sacrifichi. Lo sfoltimento si impone in base a leggi di mercato: aumenta la tecnologia e diminuisce l’esigenza di retribuire uomini e donne. La decrescita amata dal Movimento cinque stelle non è poi così felice, ma si impone laddove trionfa l’informatica e la robotica.
Il disastro si completa considerando che i dirigenti di varie banche sono degli idioti o dei camerieri che agiscono in ossequio ai loro referenti politici. Clamorosa la vicenda delle popolari venete e del Monte dei Paschi di Siena (o di scema?). I citati istituti hanno dato miliardi a cani e porci senza chiedere in cambio garanzie. Di modo che hanno perso un patrimonio mostruoso, poiché né i cani né i porci hanno restituito un euro delle somme ottenute in prestito. Hanno intascato fortune e se ne sono andati insalutati ospiti. Il governo, che in materia di imbecillità eccelle, invece di denunciarli allo scopo di rientrare dagli scoperti, magari rendendo noti i nomi dei bidonisti (delinquenti), oltre a proteggerli, nascondendone l’ identità al popolo italiano, preleva miliardi dalle casse pubbliche, cioè dalle tasche del popolo stesso, per tappare i buchi, anzi le voragini, delle banche rotte. Poi se il cittadino qualunque non paga una multa lo sbattono in galera.
La situazione e drammatica è disgustosa. I fetenti che hanno scassato le banche non ci rimettono un centesimo e assurdamente vengono liquidati con buone uscite da nababbi. E una volta liberi dagli impegni riescono a infilarsi in altre imprese, pronti a fare nuovi danni. Delle manette non se ne parla neanche. Quelle sono riservate ai poveri cristi.

di Vittorio Feltri

 

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