la bella vita del…congolese…

Vi presento Guerlin Butungo, accusato di essere il capobranco dello stupro di Rimini. Arrivato in Italia dal Congo 2 anni fa, ospite, a spese degli italiani, nelle Marche come “richiedente asilo”, era particolarmente attivo anche su Facebook con tante belle foto… Ma da che guerre scappa uno così???
Proporrei per queste fattispecie di criminali, visto che la teoria del gender va come il pane, la ” femminilizzazione forzata ” cioè un trattamento che ne favorisca una discreta modificazione della fisiognomia ( depilazione, trucco e parrucco ecc ) senza però modificarne la struttura identitaria che deve rimanere quella del maschio.
Dopodichè lo condannerei ad essere sodomizzato ad libitum dai suoi assatanati colleghi ( avanguardia di uno stile di vita che dovrà essere anche il nostro stile di vita ).
All’ inizio è peggio, poi però si gode.
Facciamolo godere !
capobranco

laRepubblica sta dando il meglio di se in queste ore:
– Intervista ai mediatori culturali della Coop che ospitava lo stupratore di Rimini, la classica cosa in stile “Era un bravo ragazzo, salutava sempre”.
– Un articolo sui “terribili commenti razzisti” che le persone infuriate stanno scrivendo sul suo profilo Facebook.

Avete capito? Era un bravo ragazzo, la priorità di Repubblica non è sottolineare il crimine di Butungu, ma lanciare “l’allarme razzismo”.
Prendete i pop-corn perché state per assistere all’ennesimo teatrino mediatico che trasformerà Caino in una povera vittima da compatire, e nel frattempo tutti ci dimenticheremo di Abele.

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3 pensieri su “la bella vita del…congolese…

  1. secondo i calcoli d’un quotidiano questi subumani rischiano al massimo 3 anni , i minori anche meno e in casa protetta. Siuno a quando i pafrenti delle vitime non impareranno a farsi giustizia da soli sarà sempre un degrado……

  2. Siamo alla follia!

    Allora: la famiglia dei marocchini stupratori doveva essere espulsa, perché minacciava e picchiava la vicina di casa. Visto che c’è una legge INFAME che impedisce di espellere i minori stranieri nati in Italia (follia) lo Stato gli aveva garantito 20.000 euro per convincerli a tornare in Marocco dove c’era il padre in carcere.
    Alla fine invece si è deciso di farli rimanere in Italia e di far venire qui il padre a fare i domiciliari nella casa popolare gentilmente concessa dallo Stato!
    Ditemi se non ce n’è abbastanza per andare a sfondare il portone di Montecitorio
    Claudia

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