almeno avesse il pudore di starsene zitto

Visto che Napolitano spera nella memoria corta degli italiani, gli ricordiamo come è andata.

Il 4 marzo 2011, una settimana prima del famigerato incontro con Berlusconi al Teatro dell’Opera di Roma citato da Repubblica, l’ex presidente della Repubblica andò all’Onu, a Ginevra, a dire che l’Italia sulla questione libica era “disponibile per ogni tipo di missione che si renderà necessaria”.

Il 9 marzo, con un atto formale, convocò il Consiglio supremo di Difesa, da lui presieduto, sostenendo che l’Italia era “pronta a dare il suo attivo contributo alla migliore definizione ed alla conseguente attuazione delle decisioni attualmente all’esame delle Nazioni Unite.

Il 18 marzo si unì a un vertice di governo (COSA MAI VISTA) sulla situazione libica.

Il 19 marzo disse “faremo ciò che è necessario per esigere il rispetto di valori fondamentali come i diritti umani e le aspirazioni di libertà e giustizia sociale oggi, in modo particolare, nel mondo arabo”.

Il 20 marzo affermò, citando la Carta dell’Onu, che “nell’interesse della pace sono da autorizzare anche azioni con le forze armate volte a reprimere le violazioni della pace”.

Il 21 marzo ribadì che “non potevamo e non possiamo sottrarci alle nostre responsabilità rispetto alla crisi libica”.

Il 24 marzo il Parlamento approvò la mozione sulla Libia con una MAGGIORANZA TRASVERSALE, quindi non quella di governo, e lo stesso Napolitano disse che si era “espressa una convergenza fondamentale, nonostante le diversità delle posizioni e questo significa aver compreso che il paese non poteva restare indifferente alla repressione di un moto di indipendenza e di giustizia sociale”.

Il 29 marzo Napolitano disse che Gheddafi non era più legittimato a governare. “Speriamo che Gheddafi e il suo
entourage capiscano che gli è ormai impossibile governare il
paese. Gheddafi non ha più la legittimazione internazionale per questo noi speriamo fermamente che ci siano nuove forze in Libia per assicurare un nuovo governo”.

Il 30 marzo criticò la Merkel perché non aveva fatto partecipare la Germania alla missione Onu in Libia. “Non capisco la sua scelta. Scelte come queste non dovrebbero essere influenzate dal fatto che si deve votare nel proprio paese. I leader politici non dovrebbero inseguire i sondaggi”.

Sappiamo tutti come è andata a finire e le conseguenze che il nostro paese sta pagando per quella politica scellerata. Ma che Napolitano ora venga a fare la verginella, sinceramente è vergognoso. Lui era il presidente della Repubblica, lui presiedeva il Consiglio supremo di Difesa, lui è intervenuto pubblicamente sulla crisi libica, dal 2 al 30 marzo, ben DICIOTTO VOLTE. Come fa a negare di aver avuto un ruolo?

Eugenio C.

A quell’infame di Giorgio Napolitano che, mentendo spudoratamente in totale e consapevole malafede, ha dichiarato come sia stato Silvio Berlusconi a volere nel 2011 l’intervento armato contro Gheddafi, ha lapidariamente replicato Matteo Salvini :
“Napolitano non deve essere intervistato ma processato”.
Rivolgo un grande ringraziamento a Salvini per aver dato voce, con estrema chiarezza e semplicità di linguaggio, a quello che tutti pensiamo da anni di questa putrescente carogna istituzionale.

infame

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