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Vittorio Feltri contro Laura Boldrini: celebra gli imprenditori extracomunitari e umilia gli italiani

4 Giugno 2017

Vittorio Feltri

Torno su un argomento che ho già trattato ieri: la bravura di tanti imprenditori. Leggo sulle cronache milanesi del Corriere della Sera che la presidente della Camera, signora Boldrini, è intervenuta a una cerimonia in omaggio a immigrati nel nostro Paese che ce l’hanno fatta a imporsi in vari settori economici e scientifici. La notizia ci riempie di letizia. Apprendere che alcuni extracomunitari, invece di bivaccare nel capoluogo lombardo, pisciando nelle aiuole e spacciando droga, hanno avuto successo professionale ci riempie di gioia. Ma non solo. Ci dispiace che costoro siano una esigua minoranza, mentre la maggioranza dei nostri ospiti (si fa per dire) tiri a campare in qualche modo senza combinare nulla, nel migliore dei casi facendosi mantenere dalla carità pubblica.

E ci dispiace maggiormente constatare che la presidente in questione, la quale dovrebbe rappresentare i nostri compatrioti, si sia mobilitata per testimoniare agli stranieri la sua gratitudine, e se ne infischi altamente dei propri concittadini proprietari di aziende cui si deve il 99 per cento della occupazione nazionale. Il che conferma un dato: se sei un profugo hai diritto ad ogni onore, oltre ad essere assistito col denaro pubblico, se viceversa sei nato e cresciuto in Italia meriti l’indifferenza delle autorità, se non addirittura il loro disprezzo.

Gli industriali italiani, i commercianti e gli artigiani infatti continuano da anni a subire la persecuzione del fisco, il peso insopportabile della burocrazia, la lentezza disarmante della Giustizia, le prepotenze dei sindacati senza che nessuno se ne preoccupi. Non c’è politico di alcun partito che non predichi la necessità di creare posti di lavoro per giovani e gente di mezza età, ma non uno di essi fa qualcosa di concreto onde instaurare un clima favorevole a chi intenda intraprendere iniziative economiche. Anzi. Il libero mercato è oggetto di mortificazioni che scoraggiano chiunque voglia mettere in piedi un’aziendina o un’aziendona.

Risultato, siamo all’inerzia più deprimente e il Pil e l’occupazione non hanno l’opportunità di crescere. Così non andiamo avanti, bensì indietro. Tra l’altro, leggendo il servizio del Corriere dedicato ai trionfi dei migranti, scopriamo che un libanese ha sfondato nella moda e che una croata è diventata una oncologa importante. Ci felicitiamo con entrambi. Ma siamo obbligati a osservare che due rondini non fanno primavera. Migliaia di africani sbandati seguitano a vendere cianfrusaglia (di sfroso) lungo i marciapiedi dei centri urbani. Uno schifo illegale che viene tollerato in nome di un malinteso senso dell’ospitalità e dell’integrazione. Il tutto sotto gli occhi, foderati di fette di salame, di madame Boldrini e soci.

di Vittorio Feltri

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