chi non impara dalla storia è un…renzi !

La questione migranti che portò Roma al collasso

La cattiva gestione dell’ondata migratoria di Goti, nel quarto secolo, generò le ostilità alla base della Battaglia di Adrianopoli, l’inizio della fine per l’Impero Romano d’Occidente. Una vicenda da cui avremmo da imparare.

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Le guerre gotiche e i corsi e ricorsi storici.|Wikimedia Commons

Il 9 agosto del 378 d.C., ad Adrianopoli, in Tracia – nella moderna provincia turca di Edirne – si consumava una delle peggiori sconfitte militari mai subite dai romani: il massacro di 30 mila soldati dell’impero, guidati da Flavio Giulio Valente, perpetrato dai Goti, al seguito del re guerriero Fritigerno. Secondo gli storici, quella disfatta segnò l’inizio della catena di eventi che avrebbe portato alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente, nel 476.

 

Ripercorrere oggi gli eventi che portarono alla battaglia di Adrianopoli è interessante: secondo una lettura dei fatti di allora pubblicata su Quartz, all’origine della strage ci sarebbe stata la cattiva gestione, da parte dei romani, di un’imponente ondata migratoria di Goti avvenuta due anni prima. Gli stessi Goti che si sarebbero trasformati nei carnefici delle legioni dell’Urbe.

FOCUS

puttanate renziane:

 QUI FINANZA CI SPIEGA : :

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La denuncia dell’ufficio Entrate dell’Inps, che stima un totale di 600 milioni di euro di sgravi contributivi indebitamente percepiti nel triennio 2015-2017, segna l’ennesima debolezza della riforma del lavoro detta Jobs Act, che proprio sugli sgravi contributivi basa gran parte della sua auspicata efficienza. O quanto meno sui numeri che periodicamente si rimpallano governo e opposizioni a proposito dei nuovi posti di lavoro.

Se al diminuire degli sgravi fiscali sono diminuite anche le assunzioni, ora si scopre che una sbandierata assunzione ogni quindici è addirittura falsa. Circa 100mila lavoratori su un milione e mezzo assunti nel 2015 con l’esonero totale di contributi previdenziali non avevano diritto allo sgravio: le aziende coinvolte sono circa 60mila.

Il danno per le casse dello Stato non è di poco conto, perché per stessa ammissione dei funzionari dell’Inps così si sono persi 600 milioni di euro, cioè soldi dei pensionati e dei contribuenti. Tra le centinaia di migliaia di persone che hanno beneficiato della cosiddetta decontribuzione, ossia dello scontro triennale da 8.500 euro l’ anno sui versamenti all’ Inps, ce ne sono circa 100 mila che non ne avevano diritto. Le aziende hanno dichiarato di averli assunti, ma in realtà o non lo hanno fatto oppure erano già dipendenti dell’impresa che, fingendo di metterli in regola, ha ottenuto un ingiusto vantaggio.

Ma non è tutto, perchè nel mirino dell’Inps sono entrate anche le false aziende con relativi falsi lavoratori. Posizioni create al solo scopo di usufruire delle indennità di disoccupazione, una truffa escogitata per poter raggirare l’ istituto previdenziale, con un danno stimato in 160 milioni. Anche questa volta a danno dei pensionati e dei contribuenti.

FASULLI I DATI COME FASULLI, INCAPACI, IMPROVVISATORI, DANNOSI E CIARLATANI GLI ABUSIVI !!

e…..

chi avrebbe dovuto controllare dov’era ? al cesso ?

le OOSS ? a bere ?

 

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buonismo e beobuonismo:

sempre piu’ spesso i giornali accostano i “sinistri” alla bontà e i “destri” alla “cattiveria” nell’accoglienza (!!!)dei clandestini.

Oggi primeggia Estense.com con un  editoriale da vomito .

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sono sicuramente “cattivo” ma mi rifiuto di fare sacrifici per mantenete a sbafo similsoggetti…

visto che i sinistrati sono cosi’ buoni…

CI PENSINO LORO CON I LORO SOLDI !!

istigazine a delinquere:

30 ottobre  –  Bergoglio ha parlato ai principali movimenti popolari di tutto il mondo. Davanti a lui  c’erano pure i ragazzi del Leoncavallo, uno dei centri sociali  più agguerriti d’Italia, la rete “Genuino Clandestino”, tutto un fior fiore di centri sociali come  quelli che aggrediscono le sentinelle in piedi che difendono la famiglia, che proteggono i malviventi che occupano le case, anche quelle dei vecchi mentre sono ricoverati in ospedale), i No-Tav (I No Tav torturarono il carabiniere fino a renderlo non più idoneo al servizio), i movimenti No Expò e via di seguito.

Insomma una platea di violenti, ribelli e rivoluzionari. Papa Bergoglio è uno di loro e li ha infatti  esortati a «continuare la lotta, ci fa bene a tutti».

Ha continuato poi il discorso che in alcuni punti spingeva a chiedersi se a parlare fosse un papa – lo stesso che ha incontrato con deferenza tutti i potenti del mondo, compresi Draghi e famiglia e tutti gli eurocrati di Bruxelles – o Marx: «Diciamo insieme con il cuore: nessuna famiglia senza tetto, nessun contadino senza terra, nessun lavoratore senza diritti, nessuna persona senza la dignità del lavoro!».

IMOLA OGGI

 

 

BESTIALE !!!

ELOGIARE PARASSITI  DELLA SOCIETA’ VIOLENTI INVECE CHE ELOGIARE EDUCAZIONE E RISPETTO !!!

E MENTRE STA UTILIZZANDO IL DENARO DEI FEDELI PER

ACQUISTARE CASE AI CLANDESTINI CHE STANNO ISMAMIZZANDO

LO STIVALE !!

CHIARO PERCHE’ E’ LI ?

 

senza pudore:

Il programma assurdo di Sala: gay e felicità

Il candidato in crisi strizza l’occhio pure agli islamici

Gli ultimi sondaggi lo danno dietro allo sfidante del centrodestra Stefano Parisi ma il candidato del Pd a Milano Beppe Sala ieri si è lanciato addirittura in una mission impossible: «Voglio vincere il 5 giugno, evitando il ballottaggio».

Missione girata soprattutto ai militanti accorsi al parco Sempione per ascoltare il suo programma per i prossimi 5 anni. «Asfalteremo il centrodestra sui contenuti» ha giurato. Sintetizzando molto i punti, disponibili invece nella versione completa sul suo sito. E nelle 120 pagine (a cui ha dato un contributo fondamentale Gad Lerner) colpisce l’occhio ad esempio il capitolo 25: «La ricerca della felicità nella Milano per tutti». Chiedimi se sono felice si intitolava il celebre film del trio Aldo, Giovanni e Giacomo. E se sarà eletto Sala intende creare un vero e proprio «Osservatorio della felicità». Spiega meglio nel dossier: vuole «avviare un’indagine statistica per comprendere come i milanesi declinino il concetto di felicità e quali siano le sue determinanti. Si elaboreranno indicatori composti da fattori come: valutazione della propria vita, delle relazioni sociali, dello stato di salute, uso e soddisfazione del proprio tempo libero». Sul palco l’uomo di Matteo Renzi annuncia che il suo «orgoglio sarà mettere mano in maniera radicale al tema delle periferie». Ma proseguendo nella lettura del programma si scopre che tra le priorità ci sono la nomina di un «delegato alla Memoria» probabilmente reclutato nel mondo Anpi, per valorizzare luoghi e simboli della Resistenza, o l’apertura di «uno sportello Lgbtqia (lesbian, gay, bisexual, transexual, queer, intersex, asexual), «sostegno alle famiglie Arcobaleno». Potrebbe funzionare – chissà – una figura nuova come il «Water Manager». Serve, assicura il candidato del centrosinistra sul suo programma, «un manager delle acque per attuare un cambio radicale delle politiche di gestione sostenibile delle risorse idriche». Dovrebbe occuparsi forse anche del progetto di riaprire i Navigli su cui ha scritto anche un libro, un sogno da 400 milioni di euro, accennato solo in parte nel programma. Intende invece «favorire l’apertura di luoghi di culto (ad esempio la moschea)» e una movida «libera, ecologica e sostenibile». Ecologica? Immagina zone «no plastic», dove «vige la regola del bicchiere su cauzione: viene restituita se il cliente riconsegna il bicchiere integro». Occhio agli strumenti per ridurre i 600mila mezzi privati che entrano a Milano ogni giorno: accenna a una «tariffazione di ingresso i città».(..)

VOTATELO !!!

QUESTO E’ UN ARTISTA, HA FATTO PERSINO SPARIRE I CONTI DI EXPO….

si vendono anche il……

In arabo significa “fonte” e per due secoli è stata un insediamento islamico. Aidone è un piccolo comune di 5 mila abitanti, in provincia di Enna nel centro della Sicilia, e conserva alcuni dei più importanti tesori artistici dell’isola: la villa romana di Piazza Armerina, l’area archeologica di Morgantina, risalente all’antica Grecia, la Venere, il castello arabo normanno dei Gresti e poi resti di moschee e minareti. Manufatti dal valore inestimabile a cui qualcuno ha dato un prezzo. Il prezzo è 30 milioni di euro. Quel qualcuno è il principe saudita Sultan bin Salman Bin Abdulaziz Al Saud.

In sua vece, scrive il Giornale, questa settimana ha visitato la Sicilia Ahmed Saeed Badrais, il segretario generale della Suprema commissione saudita per il turismo e le antichità. Due giorni fa, è stato siglato l’accordo: 30 milioni di euro per recuperare monumenti, ex moschee, il castello dei Gresti e tutto quello che testimonia il radicamento della cultura islamica in Sicilia, con l’obiettivo di ridare lustro all’enclave trasformarla in un importante polo turistico. In calce al protocollo, la firma di Vincenzo Lacchiana sindaco Pd di Aidone. Oltre ai restauri, l’accordo prevede anche la costituzione del King Salman Cultural and Architectural Islamic Arabic center, un polo culturale e universitario.

LIBERO

SOLO UN DEMENZIAL PARTITO POTEVA VENDERE UN PEZZO STORICO DEL PAESE…..

RIVOTATELI !!!

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