Marocchino tortura donna per ore: poi la stupra

PRATO – Non ha fatto quasi in tempo a varcare la soglia di quella casa qualunque nella zona di via Pistoiese che è stata tramortita da un cazzotto in faccia. Poi è stata legata mani e piedi al letto, imbavagliata con del nastro da pacchi e violentata e ancora violentata per oltre due ore. E’ il pomeriggio di follia trascorso da una giovane di 33 anni, di nazionalità marocchina, che per tirare avanti fa la domestica in casa di una famiglia italiana, seviziata dall’ex compagno, anche lui marocchino, il 2 dicembre scorso.

Non è stata zitta, la giovane, con permesso di soggiorno e da molti anni in Italia: è andata dritta all’ospedale per farsi medicare le ferite provocate dai lacci ai polsi e alle caviglie, i graffi e lesioni su tutto il corpo e per avere un referto che il giorno dopo ha consegnato ai carabinieri del Nucleo investigativo di Prato raccontando la sua brutta avventura.

Chi l’ha picchiata, violentata, umiliata è stato fermato ieri, lunedì 15 dicembre, dai militari su ordine del facente funzione procuratore capo della Repubblica Antonio Sangermano. Si tratta di un uomo di 44 anni, della stessa nazionalità della vittima, che si trovava agli arresti domiciliari per una faccenda di droga. Solo che è emerso ben presto un altro precedente penale, che riguarda una violenza sessuale consumata nel 2009, sempre a Prato, ai danni di una ex conoscente e con le stesse, identiche modalità di quest’ultima brutta storia.

Insomma il marocchino, le cui generalità non sono state rese note per volere del magistrato, è riuscito a passare quasi indenne dall’inchiesta sul precedente stupro, non è finito in galera per avere spacciato droga e agli arresti domiciliari ha potuto replicare la violenza sessuale le cui indagini sono state coordinate dal capitano del nucleo investigativo Vitantonio Sisto.

Il rapporto tra lei e lui era finito oltre un anno fa. Ma i due, probabilmente perché facenti parte delle stessa comunità di immigrati, hanno mantenuto rapporti. Non frequenti, ma amichevoli. Ed è probabilmente per questo, per fare un favore a un amico in difficoltà, che la donna si è recata a casa dell’ex quando questo l’ha chiamata per farsi portare un pacchetto di sigarette. L’uomo, che stava trascorrendo gli arresti domiciliari in casa del fratello, ha approfittato di un pomeriggio nel quale era sicuro che il parente starebbe stato assente per qualche ora.

Ha suonato il campanello, è salita e non appena entrata – così ha raccontato ai militari – è stata investita da una furia scatenata: l’uomo per evitare ogni reazione, qualsiasi rifiuto, prima di tutto le ha sferrato un pugno in faccia. La donna è svenuta per qualche attimo, tempo sufficiente all’aguzzino per sollevarla e portarla in camera da letto. Ed è qui che utilizzando il nastro da pacchi ha saldamente legato mani e piedi al letto, ha impedito che urlasse chiudendole la bocca con il nastro adesivo ed ha iniziato a violentarla, una, due, tre volte.

Dopo aver finito, il marocchino non ha slegato subito la sua vittima, l’ha lasciata lì, con la bocca sigillata per almeno un’altra mezz’ora, fino a quando non è rientrato a casa il fratello e forse per timore della sua reazione, alla fine ha lasciato libera la sua preda. Che dolorante, piena di lividi e graffi, è andata al pronto soccorso.

Non sono state lunghe le indagini del Nucleo investigativo dei carabinieri che dopo aver raccolto la denuncia della donna e per il rischio che l’uomo se ne tornasse – come era nelle sue intenzioni – in Marocchio hanno chiesto e ottenuto dal magistrato l’emissione del fermo con contestuale perquisizione domiciliare. E’ stato ritrovato, di fianco al letto, dentro al comodino, anche il rotolo di nastro adesivo per pacchi che l’uomo avrebbe utilizzato per immobilizzare la sua vittima.

http://iltirreno.gelocal.it/prato/cronaca/2014/12/16/news/tramortisce-la-ex-la-lega-al-letto-e-la-violenta-1.10509340

la parte migliore è quella in rosso al centro…..

3 risposte a ""

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