ci prendono per il culo e vivono felici !

mare Nostrum: 10mila clandestini raccattati in 1 mese

L’operazione che ha preso il testimone dall’infame baraccone Mare Nostrum, denominata ‘Triton’, ha già raccattato oltre 10.000 clandestini in meno di un mese, e siamo a Novembre. Siamo sugli stessi ritmi dell’operazione precedente: nulla è cambiato. L’invasione prosegue.

E l’altro baraccone UE, quel Frontex che brucia i nostri soldi fingendo di presidiare le frontiere esterne, ammette: “gli arrivi cresceranno”. Festeggiano Coop e Vaticano, protagonisti del business dell’accoglienza.

vox news

POI QUESTE EMERITE TESTE DI CAZZO LI ABBANDONANO SPARSI PER LO STIVALE AD OZIARE IN QUANTO MANTENUTI …

E QUESTI QUANDO SI ROMPONO DI NON FAR NULLA….

STUPRANO, GOZZOVIGLIANO, RUBANO….

LA COLPA NON E’ LORO !!!!

E’ DEI COGLIONI CHE CONTINUANO L’OPERAZIONE “SFRUTTIAMOLI” !!

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bene, ora vediamo cosa fa la giustizia:

Gli svolazzi di Rondolino:
“Cuperlo e Civati due scimpanzè”

(Libero)

c’è una profonda differenza tra un orango ed uno scimpanze’…..

l’orango è due gradini sopra per intelligenza,

se per un  orango s’è finiti indagati…

per lo scimpanze’ che vogliamno fare ?

da chi ha inventato i campi di sterminio… ci si puo’ aspettare di tutto !

Quei cacciatori tedeschi che sparano ai gatti
Polemica in Germania: il governo vuole vietare la caccia ai felini

Chiara Sarra –
Polemiche in Nord Renania Westfalia dove il governo ha deciso di vietare la caccia ai gatti.SAM_2953-crop

Già, perché a quanto pare nel Land più vasto e popolato della Germania era permesso sparare con la doppietta ai felini.

Come racconta ItaliaOggi, solo nell’anno scorso sarebbero stato abbattuti 7.595 gatti. Troppi, secondo i tedeschi. “I verdi hanno qualcosa che non funziona nel cervello”, accusa Herr Ralph Müller Schallenberg, presidente della federazione della caccia che conta nel Land circa 80mila appartenenti, “Vogliono regolare la vita privata dei cittadini, vietare di mangiare carne nelle mense aziendali, e adesso proibire anche il nostro sport”.SAM_2908-crop

La legge dovrebbe entrare in vigore dalla prossima primavera, ma in Nord Renania Westfalia hanno deciso di ricorrere alla Corte costituzionale per difendere il diritto di cacciare i gatti. Chi la spunterà?

MI SONO SEMPRE STATI TRA LA DESTRA E LA SINISTRA…

ORA POI…..

Qualcuno cerca la rissa……

Rom distruggono campo, Regione ne costruisce uno nuovo: a spese nostre
TOSCANA: 500MILA EURO PER NUOVO CAMPO NOMADI

PISTOIA – «Una situazione desolante», questa la valutazione del consigliere regionale Giovanni Donzelli di Fratelli d’Italia (Fdi) – Alleanza nazionale sul campo nomadi del Brusigliano a Pistoia a seguito di una sua visita prima del trasferimento della struttura in una zona vicina, ‘grazie’ al progetto finanziato con soldi pubblici: nostri.
«Ho visto bambini in età d’obbligo scolastico che non erano a scuola – basta con il malsano desiderio di avere gli zingari nelle nostre scuole – sporcizia, servizi igienici non adeguati. I rom mi dicono di essere attualmente pressoché tutti disoccupati, salvo occuparsi di lavorazione di ferro e metallo in generale, alcuni di loro hanno dei contributi economici pubblici che invece io darei solo a chi fa studiare i propri figli. Mi ha colpito vedere l’acqua lasciata aperta, sgorgante da una sistola, che è a carico della collettività pistoiese. Chiedo poi: il metallo come lo lavorano, al nero? E perché non li hanno fatti lavorare nello spostamento, visto che riferiscono di aver chiesto di farlo? Da quarant’anni vengono tenuti qui in questo stato per il buonismo della sinistra – conclude il consigliere FdI – non è vera solidarietà. Adesso la Regione spenderà 500 mila euro per il nuovo campo nomadi». Un po’ troppo moderato il consigliere.

«Abito a Pistoia da quarantasei anni e da quaranta sono qui – dice Fadil Azhvic capo della comunità Rom, originaria del Montenegro – siamo quindici famiglie tutte stanziali e parenti tra noi, residenti nel Comune e quasi tutti cittadini italiani. Da trent’anni si parla di spostare il campo, spostamento che in questa stagione è più difficoltoso. Abbiamo lo sfratto dal prossimo 30 novembre, nella nuova sistemazione c’è la cabina ma non ancora la corrente elettrica né servizi igienici». Si lamentano anche, questi ‘cittadini italiani’.

Ma se il consigliere è troppo moderato, non avete ancora sentito quelli del PD: «Non era possibile far lavorare i rom nello spostamento – spiega Simona Turco, funzionaria alle Politiche sociali del Comune di Pistoia – daranno però il loro contributo(!) trasferendo i loro alloggi. Non è vero che i loro bambini non frequentano la scuola, se alle volte non ci vanno è perché le famiglie non possono portarceli, visto anche che la fermata dell’autobus da qui è distante. I rom sono poi genitori molto apprensivi(!), se i figli un giorno hanno qualche problematica preferiscono non mandarli a scuola. Il nuovo campo nomadi, pronto entro l’inverno 2015, sarà composto da case ed avrà un disciplinare d’utilizzo chiesto dalla stessa comunità». Sono genitori ‘apprensivi’, deve esserci un test prima di entrare nel PD. vox news

CON SIFFATTE IMBECILLITA’

RIPETUTE NEL TEMPO STANNO SCAVANDO UN SOLCO INCOLMABILE TRA LA POPOLAZIONE , CHE DIVENTA SEMPRE PIU’ INTOLLERANTE, ED UNA CLASSE POLITICA FUORI DAL MONDO E FUORI DI TESTA…..

VOGLIONO LA RISSA ?

IN PARECCHI POSTI S’E’ GIA’ COMINCIATO…..

LA RESPONSABILITA’ E’ TUTTA DI CHI E’ “RAZZISTA” ..

AL CONTRARIO !

elementare Watson:

Il governo scarica
il capitano De Falco

La risposta del ministero all’interrogazione del Pd sul declassamento del capitano: “Non si prevede di riportarlo al suo vecchio ruolo”

UN GOVERNO DI SCHETTINI….

merdaioli a tempo perso:

Quelle 2.500 imprese fantasma che usano i poveri per evadere
Così usano i poveri per evadere. Nell’elenco delle sedi legali c’è persino una strada che non esiste

Emanuela Fontana –
Alla mensa di Sant’Egidio di via Dandolo, come ogni pomeriggio, chi vuole un pasto caldo è già in fila alle quattro. Mille persone al giorno.
Stranieri, la maggior parte, ma anche italiani, una media di 250 a sera. Qui si vede la povertà di chi arriva dal mare e anche di chi vive di stenti dopo una separazione. Eppure su questo posto si sono arricchite a Roma 1.204 aziende. Tutte avevano indicato alla Camera di Commercio la mensa di Sant’Egidio come loro sede legale. In questo modo erano irreperibili, mai pagate le tasse.

Quello che si sta scoperchiando a Roma è un fenomeno che nasconde centinaia di prestanome e centinaia di migliaia di imposte aggirate. Che alza il velo sul caos degli indirizzi fittizi utilizzati per dare una residenza a chi non ha casa e sull’anomala riproduzione di microimprese nel settore del commercio, soprattutto ambulante. È il grande business indiretto dell’assistenza ai rifugiati e ai senza tetto.

Assessorato alle Attività produttive e la polizia municipale, con la collaborazione delle associazioni coinvolte, hanno scoperto che 2.508 aziende, gestite da italiani e stranieri, hanno indicato sedi che corrispondono a mense per i poveri, centri rifugiati, uffici della Caritas. Seicentoventiquattro nel 2013 hanno utilizzato questo sistema, quasi due al giorno. Nel 2013 lo avevano fatto in 720. Negli ultimi quattro anni il boom, come se fosse scattato un passaparola, o avesse agito una sorta di organizzazione. Millesettecento sono imprese impegnate nel commercio, di cui 686 ambulanti, 415 ditte di allestimento stand e banchi, 415 di volantinaggio, 123 dedite all’organizzazione di mercatini e fiere. Centosessantasei imprese operano nell’edilizia e 144 nei servizi di traduzione e interpretariato.

L’altro dato impressionante: 2.367 sono ditte individuali. Un’anomalia che preoccupa le associazioni, che temono che molti clochard o immigrati siano utilizzati come prestanome. Ma che potrebbe nascondere anche un’altra realtà: i senza fissa dimora a Roma possono ottenere una residenza «fittizia», messa a disposizione da alcuni enti autorizzati per consentire a rifugiati o clochard quantomeno un domicilio per ricevere la posta. Tutte le associazioni che hanno questa facoltà rientrano nell’elenco delle sedi «rubate» dalle imprese. Alcuni ex poveri potrebbero aver mantenuto la «residenza» virtuale ed aver aperto un’azienda a costo zero. Oppure senzatetto immigrati sfruttati in alcune microimprese fungono appunto da prestanome, con indirizzo «solidale». Nell’elenco delle finte sedi c’è anche una strada inesistente: via Modesta Valenti (recapito di 20 imprese). È un’invenzione amministrativa: la strada che non c’è fu creata dalla giunta Rutelli per dare un domicilio ai senza fissa dimora prima che il servizio fosse offerto dalle associazioni.

«Ho parlato con i responsabili dei diversi centri – spiega l’assessore a Roma Produttiva Marta Leonori – e ci hanno dato tutti il loro sostegno, anzi ci hanno incoraggiato alla cancellazione», delle imprese. Ora la Camera di Commercio ha chiesto alle ditte coinvolte delle controdeduzioni. Poi provvederà alla cancellazione e coinvolgerà la magistratura.

Tra le associazioni utilizzate come sedi fantasma ci sono l’associazione «Camminare insieme» di via Pizzirani, al cui indirizzo sono registrate 953 ditte e il Centro Astalli dei gesuiti per i rifugiati (185). Nove in tutto. Dieci con l’inesistente Modesta Valenti.

MALEDETTI SCHIFOSI CHE SPECULANO SULLE DISGRAZIE ALTRUI

E….

SULL’IDIOZIA BUONISTA !